Il costo dei rifiuti a Piano di Sorrento

Nel piano finanziario approvato nell’ultimo consiglio comunale ci sono diversi dati interessanti.

Il primo è un incremento ormai storicizzato dei costi

2018 2.435.704 2019 2.586.439

2020 2.649.439 2021  2.717.414

Il secondo dato su cui fare una riflessione è che nell’anno 2020 abbiamo registrato un decremento della quantità di differenziata. I motivi possono essere due: 1 la chiusura di 8000mq di attività commerciali, che probabilmente producevano molto rifiuto differenziato, il 2° probabilmente la stanchezza da lockdown, ha reso i cittadini meno attenti nella differenziazione.

Per quanto riguarda i costi, il costo che aumenta è sempre quello dovuto al conferimento del rifiuto in discarica. Per quanto riguarda i costi generali del servizio di Penisola verde (principalmente personale) nel 2019-2020 sono invariati.

Il nuovo calcolo delle tariffe, che arriva in questo momento così difficile, determinerà un aumento del prezzo agli utenti. La Tari sarà più cara nel 2021 nella percentuale del 9% alle utenze non domestiche e percentuali variabili alle utenze domestiche, il maggior costo lo subiranno le famiglie numerose. Il Comune ha deciso di fare due bandi per mitigare gli aumenti, stanziando 280.000 e 110.000 Euro per compensare chi con determinato calo di fatturato, nel caso delle imprese e Isee nel caso dei cittadini. Gli aventi diritto avranno uno sconto rispetto la tassazione.

Così facendo però, per la collettività il costo del servizio rifiuti, supererà i 3 milioni di euro. Per una città di meno di 13.000 abitanti è sostenibile?

Elezioni politiche a Piano: i giochi sono fatti?

Visto che non mi devo candidare, mi posso divertire un po’ a fare l’osservatore.

In questo momento in campo ci sono tre schieramenti: Il gruppo Pianoforte con candidato Sindaco Anna iaccarino, l’amministrazione uscente di Vincenzo Iaccarino e Salvatore Cappiello che ha ufficializzato recentemente la sua candidatura.

Ognuno di questi schieramenti ha dei problemi. Iniziamo da Anna Iaccarino: è partita per prima e ha la credibilità di chi è stato coerente negli anni. Al momento ha necessità di rafforzarsi, per non essere il vaso di coccio. Inoltre ha il problema strategico di non diventare un enorme assisit per l’amministrazione uscente, visto che Cappiello, inizialmente ha fatto parte di Pianoforte.

Salvatore Cappiello: ha fama di grande stratega politico ed effettivamente riuscire a mettere insieme il gruppo degli ex amministratori non è da poco. Da qui il primo problema: scrollarsi di dosso l’etichetta di vecchio. Il secondo problema è il ruolo dei due ex Sindaci che lo sostengono: Luigi Iaccarino e Giovanni Ruggiero; la domanda che si fanno tutti è: si candidano? Un si, probabilmente lo rafforzerebbe ulteriormente. Infine, deve stare attento al richiamo delle sirene di oltre comune, nei confronti di alcuni che partecipano al suo gruppo.

Vincenzo Iaccarino: aver governato in piena emergenza covid l’ha sicuramente rafforzato e se non fosse per il brutto carattere(il malgoverno spesso non viene notato) molto probabilmente non ci sarebbe partita. Il suo problema è la riconferma della squadra, il comunicato del Vicesindaco, in cui apre a tutti gli altri gruppi in una sorta di governo di salute pubblica è un segno di debolezza e frattura. Inoltre c’è il dubbio su Rossella Russo e Marco d’Esposito: si candidano anche contro un Giovanni Ruggiero candidato? Col rischio di pescare nello stesso elettorale e subire una grossa “diminutio” in termini elettorali?

Alla finestra ci sono il gruppo Podemos, che non ha ancora comunicato niente di ufficiale e il partito democratico, preso da tormenti interiori come al solito e attualmente sotto la reggenza di Francesco Mauro.

Il Piano urbanistico comunale e le occasioni perdute

Il Comune di Piano di Sorrento, ha approvato in via preliminare il PUC (Piano urbanistico comunale). In estrema sintesi, va ad aggiornare ed integrare il vecchio Piano regolatore.

L’occasione perduta è quella di avviare un dibattito nella città e soprattutto con essa, al fine di decidere la Piano del futuro. Invece il documento viene messo lì, sul sito, tenendo conto dei termini previsti dalla legge in maniera ineccepibile, ma con un fare che è proprio della burocrazia. Infatti il grande assente a Piano di Sorrento è la Politica, che si appresta ad una campagna elettorale, senza una visione, senza un dibattito.

Per chi avesse voglia di discutere del tema, sono a disposizione.

A questo link trovate il PUC e i suoi allegati

http://www.comune.pianodisorrento.na.it/it/news/avviso-piano-urbanistico-comunale-puc

Quello che gli altri non dicono

A Piano di Sorrento c’è un susseguirsi di incontri, appuntamenti, chiacchierate e perché no, sussurri e qualche avvisaglia di tradimento. In una specie di House of Cards all’acqua di rose il paese si avvicina alle elezioni, che probabilmente si terranno a giugno.

Sì, avete capito benissimo, tra tre mesi si vota.

Ma chi sono i candidati? E soprattutto cosa vogliono fare per il paese? Di tutto questo si continua a non parlare, avvolto da un silenzio e una foschia, rendendo Piano di Sorrento il paese dei paradossi.

Iniziamo dal primo paradosso: il Sindaco Vincenzo Iaccarino. Fa interviste, annunci sui social, insomma si sbatte. Eppure fin ora nessuno dell’attuale maggioranza ha dichiarato pubblicamente il sostegno alla sua ricandidatura. Nemmeno uno dei consiglieri comunali, senza offesa per nessuno, di seconda linea. Figurarsi i ‘grandi elettori’. Tutto tace. Io se fossi al suo posto, qualche domanda me la farei

Il secondo paradosso sono i competitor, che ci siano diverse riunioni e più di un gruppo che si sta vedendo nel paese è il segreto di pulcinella, lo sanno tutti. Allora perché non uscire allo scoperto? Di cattivo governo ne abbiamo veramente tanto, le cose da dire sarebbero tantissime e oltre la parte critica occorre che che ci si candida al governo della città ci dica che città vuole costruire. Niente.

Il terzo è ultimo paradosso sono i cittadini. Ma sul serio ci sta bene questa situazione? Non vale la pena pretendere un dibattito pubblico sulla visione della città che vogliamo?

Meno male che non mi candido, perché veramente è desolante tutto questo e non lo merita una città con tante potenzialità come Piano di Sorrento.

La qualità della democrazia a Piano di Sorrento

Ho scritto a tutti i consiglieri comunali per informarli dell’avvenuta eliminazione dell’archivio storico delle delibere avvenuta a Piano di Sorrento, è una vicenda che riguarda tutti ed è importante che tutti ne siano a conoscenza.

Caro Consigliere,

il Comune di Piano di Sorrento ha revisionato l’albo pretorio on line, eliminando tutta la parte dell’archivio storico. Non facciamoci ingannare dalla parola, in pratica gli atti dopo quindici giorni vengono ‘defissi’ dall’albo pretorio e non è più possibile consultarli. In quel caso, se siamo dotati di buona memoria, possiamo procedere con un accesso agli atti, caricando lavoro sugli uffici e dilatando i tempi di conoscenza degli atti.

Immaginatelo dal punto di vista del cittadino, che vuole conoscere cosa ha votato il consiglio comunale durante l’anno o la giunta. Non gli sarà più possibile, dovrà recarsi presso il comune e chiedere gli atti singolarmente. Quanti lo faranno? La risposta è probabilmente nessuno. Tutto questo porta ad un impoverimento della qualità della democrazia a Piano di Sorrento.

Ti faccio presente che nessun comune della penisola sorrentina ha adottato una misura così drastica, in Italia qualche comune elimina gli atti pubblicati, dopo 5 anni, che è un tempo a mio avviso congruo. Non voglio polemizzare riguardo alle scelte, ma fare una cosa simile a ridosso delle festività natalizie, sembra quasi un blitz.

La qualità della democrazia e le trasparenza nell’accesso alle informazioni è compito di tutti i consiglieri comunali, indipendentemente dal loro posizionamento di maggioranza o opposizione, ti invito pertanto a valutare le azioni da intraprendere per garantire a noi consiglieri, ma soprattutto ai cittadini il giusto accesso alle informazioni. La privacy e il diritto all’oblio non possono essere la scusa per rendere una corsa a ostacoli la partecipazione alla vita politica e la trasparenza.

L’occasione mi è gradita per augurarti buone feste

La Protesta dei mercatali fa prendere la decisione sbagliata

Ho condiviso questa riflessione con Salvatore Mare del Movimento Cinque stelle.

Come trasformare una buona idea in un disastro, questo il capolavoro fatto dall’amministrazione comunale di Piano con i mercatali del lunedì.
Prevedere di non riaprire il mercato, vista la curva del contagio in aumento, il contact tracing in affanno e la necessità di mettere in sicurezza la fascia di popolazione più anziana, appariva decisione ovvia e condivisibile.


L’amministrazione nel tornare indietro commette due errori:
In primis dà la netta sensazione che, dopo la prova muscolare dei mercatali con i camion sul corso, mostrando i muscoli e alzando la voce, alla fine si ottiene ciò che si vuole. La politica ne esce debolissima, così come i cittadini che fanno valere le loro ragioni civilmente.
Il secondo motivo è il messaggio contraddittorio che raggiunge l’opinione pubblica. Siamo quotidianamente invitati a ridurre gli spostamenti e le occasioni di socialità: di certo aprire il mercato del lunedì ed invitare i cittadini a non uscire non è coerente e contribuisce a confonderli.

L’amministrazione di Piano di Sorrento non attenda che il Governo nazionale o regionale arrivi a togliere le castagne dal fuoco. Agisca in maniera coerente e tempestiva e, soprattutto, non si ritiri così facilmente;

Il consiglio comunale sul bilancio

Venerdi alle 17, come al solito ci sara’ il consueto ritardo avremo il consiglio comunale. In discussione oltre il bilancio ci saranno le tariffe Tari, il piano triennale delle opere pubbliche e quello del fabbisogno dei consulenti.

Insomma dovrebbe essere il consiglio comunale della svolta, ormai abbondantemente oltre meta’ mandato si programmano gli ultimi anni di amministrazione.

Ormai perse le speranze di risolvere i problemi storici del paese, almeno un’opera pubblica di medie dimensioni riusciranno a realizzarla? Dubito.

Ma è davvero tutta colpa di Vincenzo Iaccarino?

Si affaccia con prepotenza nel paese un mantra, chissà che non lo faccia anche qualche consigliere di maggioranza: “è colpa del Sindaco”. Formula che serve a giustificare ogni manchevolezza, disservizio o inefficienza della pubblica amministrazione.

E’ vero, viviamo una stagione fatta di veleni, piccole vendette ed oggettivamente a Piano di Sorrento funziona ben poco. Non viene programmato niente, si viene travolti dal quotidiano e quando va bene si mette la classica “pezza”.

Ma pensate sul serio che cambiando il Sindaco, magicamente compaia una scuola nuova, spariscano le buche a terra, scompaiano le piccole clientele e i gruppi di interessi e magari si programma pure il futuro della città? Vorrei tanto fosse così semplice.

In fondo, se ci pensate bene, i precedenti cinque anni, sono stati caratterizzati dallo stesso identico immobilismo, con l’unica differenza che Giovanni Ruggiero era più cordiale e disponibile con i cittadini, ne fa un buon amico, ma non necessariamente un buon Sindaco.

La soluzione sta nel cambiare i metodi prima ancora delle persone, le idee chiare sul paese che vogliamo costruire e il ‘come’, rendono la politica particolarmente autorevole nei confronti della macchina amministrativa, che è, nonostante il capitale umano di qualità, il vero problema del Comune da diversi anni (decenni!?) a questa parte.

Al cittadino chiedo di essere meno egoista, di dedicare del tempo alla vita pubblica, a leggere e capire come vengono utilizzati i suoi soldi e che in fin dei conti quelli che consideriamo favori, in realtà per la maggior parte dei casi sono dei diritti.

Agli imprenditori e alle forze economiche, che ancora abbiamo nel paese, chiedo di uscire dal proprio esilio dorato: la tranquillità, il benessere ed il puro e semplice non volere fastidi, stanno diventando merce molto rara nel nostro piccolo e provinciale comune. I grandi temi dell’impoverimento, della perdita delle generazioni più giovani che vanno via, gli anziani soli che aumentano e in generale la perdita di autorevolezza della penisola sorrentina sono nodi che arriveranno al pettine, pensate ad esempio al progressivo depotenziamento dell’ospedale di Sorrento. Riguarda tutti, indipendentemente dalla posizione sociale. Chi ha un livello di istruzione elevato o una posizione economica privilegiata ha il dovere di occuparsene. Non per il censo, ma per il semplice fatto che la posizione che occupa gli conferisce il tempo necessario per approfondire le cose e l’autorevolezza di spiegarlo ad altri. Ne va del tanto decantato senso di comunità del nostro paese.

Insomma, è il momento di smetterla di autoassolverci con il classico: “è colpa del Sindaco” e di iniziare a guardarsi allo specchio e chiedersi: faccio abbastanza per il nostro paese?

Ma allora il rimpasto?

Lo sapete, in fondo un po’ mi piace anticipare gli eventi e ‘prenderci’. Lo avevo anticipato con la metafora del gioco dei mattoncini in questo post.
La notizia della settimana scorsa è che viene tutto rimandato a dopo Natale, mentre nei giorni scorsi si sono svolte e forse si stanno ancora svolgendo delle simil-consultazioni da parte del Sindaco. Un modo per prendere altro tempo e dare un’impressione di movimento. Un po’ come correre sul posto.

Di certo chi aveva delle ambizioni e soprattutto degli appetiti elettorali e voleva ricoprire questa carica prima della fine dell’anno, dovrà placare la propria fame in altro modo. 

Il fatto stesso che non si riesca ad operare una semplice sostituzione lascia però intendere qualcosa di più complesso: in fondo tutti i ‘big’ si stanno chiedendo “cosa succede al termine di questo mandato?”. Quindi il rimpasto in atto, non è nient’altro che un unico riposizionamento in relazione alle elezioni che ci saranno nel 2021. 

Che vuol dire? A secondo del nome che entra in giunta si rafforza un gruppo e se ne indebolisce un altro. Personalmente, continuo a non scommettere su Marco d’Esposito.

Su Piazza della Repubblica si sono arresi?

Sembra ieri, ma circa un anno fa si parlava di Piazza della Repubblica e della sua riqualificazione, prendendo a modello il progetto donato al Comune dall’Ing. Elefante. 

I rilievi che feci all’epoca, in tutte le sedi, furono definite polemiche dall’attuale primo cittadino. Il dissenso fu archiviato,senza approfondire nel merito i rilievi da me posti, come se fosse il capriccio del momento. (fonte)

Per farvi tornare in mente la questione, vi ricordo l’assurdità dell’atto di indirizzo votato dal consiglio comunale in cui si stabiliva : “Di rappresentare carenza di interesse ad ogni diversa ipotesi, ivi compresa di project financing,già presentata o che dovesse essere proposta all’Ente” 

In pratica si stabiliva che quel progetto era il meglio di tutto, indipendentemente da qualsiasi altra proposta sarebbe mai pervenuta. 

Infine, nella premessa dell’atto di indirizzo votato con delibera 47/2017, si asseriva la conformità al PRG del progetto, altro punto su cui espressi enormi dubbi. 

Perché vi sto tirando fuori questa storia? Per il semplice fatto che passare per uno che semplicemente vuole fare polemica è una cosa che mi infastidisce molto.

Insomma, se nel 2017, sembrava che i lavori dovevano solo essere appaltati ed io ero soltanto uno dei tanti scocciatori, alle porte del 2019, con zero atti approvati (fatto salvo l’incarico ad un notaio per perfezionare la donazione del progetto nel 2017), sembra proprio che nonostante i tanti esperti di urbanistica interpellati all’epoca avevo ragione io. 

Infatti quel progetto di Piazza Repubblica non vedrà la luce. 

Come fare?

L’amministrazione potrebbe a questo punto capire di aver fatto una palla corta e seguire il suggerimento che diedi anche all’epoca: realizzare un progetto minimal, magari se avessimo qualche ingegnere, redatto direttamente dall’ufficio e bandire quello come project financing. Troppo facile?