Due parole sul partito democratico

Premesso che, da tempo trovo incomprensibile l’alleanza organica col movimento cinque stelle senza che si siano sciolti alcuni nodi: riforma della giustizia, reddito di cittadinanza, grandi opere. Un conto è governare insieme in una città (dove il lavoro sui temi va fatto lo stesso), un altro è stare al governo nazionale in maniera organica pensandola in modo diverso su tutto.

Vengo al punto rispetto alla formazione del nuovo governo: hanno fatto benissimo le donne del partito democratico a pretendere un maggior rispetto, visto che nella squadra dei ministri non ne è stata indicata alcuna. C’è un secondo problema che nessuno ha indicato, che è il vero cancro del Partito democratico.

Chi sono Guerini, Franceschini e Orlando? I capi delle tre correnti che sostengono attualmente il segretario Zingaretti. Non vengono indicati per meriti e non sono io a dover giudicare se ne abbiano o meno. Quello che è sbagliato è il metodo, che continua a caratterizzare le scelte del partito democratico. Fai il ministro se hai una corrente forte, non se sei bravo a farlo.

Infine, ultimo punto: le scelte. Il movimento cinque stelle, con tutti i limiti della piattaforma Russeau, consulta i propri iscritti prima di formare un nuovo governo. Invece che prenderli in giro, dobbiamo ricordarci che l’istituto del referendum interno è previsto anche nello Statuto del Partito democratico.

Se nessuno interpella gli iscritti, è normale che ogni anno diminuiscano.

Il problema del debito a Piano di Sorrento

Il dibattito nazionale è spesso incentrato sulla mole del debito pubblico dello Stato italiano, abbiamo familiarizzato col concetto di spread, masticato di sostenibilità del debito nel tempo. Diciamo che raramente si parla di contenimento e riduzione.

Ma vi siete mai chiesti se esistesse un debito anche nel Comune di Piano di Sorrento e se si a quanto ammonta?

  • Anno 2018 10.004.549,05
  • Anno 2019 11.992.834,55
  • Anno 2020 13.652.081,24

Ebbene sì, avete letto bene, il debito del Comune di Piano di Sorrento ha sfondato quota 13 milioni di euro, se vi state facendo la domanda, non ha nulla a che vedere con l’emergenza Covid, sono mutui deliberati prima dell’emergenza.

Va detto che il Comune ha capacità di indebitamento sufficiente ed un bilancio solido che rendono questo debito sostenibile, i problemi che pongo sono due:

  1. Il debito aumenta di amministrazione in amministrazione segnando un metodo di governo a mio avviso errato.
  2. Il debito finanzia, per la maggior parte degli interventi spese improduttive (asfalti, marciapiedi e manutenzioni in generale) che spesso hanno una vita inferiore allo stesso debito oltre non generare reddito o valore aggiunto per la comunità. Ad esempio potrebbe aver senso fare debito per finanziare una nuova scuola o un bene che produce reddito come un parcheggio a rotazione.

Che fare? Intanto è opportuno prenderne coscienza, perché questo è un indice di pessimo governo a mio avviso, in seconda battuta credo che soprattutto la parte più giovane di popolazione e chi tiene ad essa deve battersi affinché la riduzione del debito diventi parte integrante dei programmi di tutti i candidati a Sindaco alle prossime elezioni di Piano di Sorrento.

Intanto a Piano di Sorrento si fa finta di niente

In questo particolare momento storico ai nostri governanti si chiede equilibrio e capacità di dire la verità ai cittadini. Lo spettacolo a cui abbiamo assistito invece ci ha mostrato l’esatto contrario.

I social si sono concentrati in particolar modo, sull’uscita infelice del Sindaco di Meta e hanno trascurato quello che ha combinato il Sindaco di Piano di Sorrento.

Poche ore prima di una riunione con tutti i Sindaci della penisola sorrentina il nostro primo cittadino lancia su Facebook un post in cui annuncia l’eventuale chiusura delle scuole per un mese. Per chi non ha figli, provate a mettervi nei panni di quanti hanno dovuto attendere l’esito della riunione dei Sindaci per capire come organizzare le proprie famiglie e il proprio lavoro. Alla faccia dell’equilibrio di cui parlavamo poco fa. Tralascio il poco garbo istituzionale, che spero sia stato fatto notare.

Il problema è che questo giochetto di lanciare una notizia per ‘misurare’ le reazioni e poi eventualmente correggere il tiro è la peggiore politica che abbia mai visto.

Fortunatamente la proposta non è stata presa in considerazione dagli altri Sindaci e le scuole sono normalmente aperte. Piano di Sorrento, tanto per cambiare, viene confinata nell’irrilevanza politica.

Faccio infine presente che l’Assessore alla pubblica istruzione ha ribadito nel corso dell’ultimo consiglio comunale che le scuole a Piano sono sicure. Non si sente completamente delegittimata dal Sindaco che vuole chiuderle per un mese?

Penso che chi ha ancora a cuore questo paese deve sciogliere ogni indugio ed uscire allo scoperto, prima che sia troppo tardi.

Il problema del lavoro stagionale

Il lavoro stagionale per la penisola sorrentina è la tipologia di attività prevalente. Per chi non lo sapesse si svolge durante un periodo dell’anno, solitamente coincide con l’apertura della stagione turisti che ha inizio indicativamente nel periodo di Pasqua e si protrae fino al mese di ottobre. Ovviamente ci sono aziende virtuose che sono aperte per periodi più lunghi.

Solitamente un lavoratore stagionale tende a lavorare almeno 6-8 mesi. Negli altri mesi percepisce la NASPI. Che in sostanza è definita da questo capoverso: “La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a erogazione di prestazioni di disoccupazione.” La quantità di denaro corrisposta è il 75% dello stipendio medio.

Cosa significa in concreto? Che i lavoratori che hanno lavorato 6 mesi o anche 8, hanno già usufruito dei mesi di indennità previsti dalla norma ed al momento si trovano senza coperture. Inoltre non avendo iniziato a lavorare non stanno maturando mesi di lavoro che gli consentiranno di usufruire della Naspi nella fine del 2020 e inizio del 2021.

Gli interventi che ho sentito fin ora mirano a tamponare questi mesi ma non esaminano in maniera organica la disciplina della Naspi. Quali sono i problemi?

  • 1- garantire ai lavoratori stagionali la sopravvivenza in questi mesi.
  • 2-Garantire ai lavoratori stagionali uno strumento che gli consenta di sopravvivere anche qualora l’emergenza Covid termini
  • 3-Favorire il maggior numero di assunzioni possibili

Le soluzioni riguardanti il punto 1 messe in campo da governo e Regione sono i 600 Euro dell’Inps a cui si sommano i 300 della Regione. Inoltre il Ministro Gualtieri ha annunciato il prolungamento della Naspi per ulteriori due mesi, ma non sono ancora chiare le modalità. Se si riuscisse ad includere i lavoratori esclusi (ad esempio quelli dell’Hilton), credo che per tamponare siano misure sufficienti.

Per quanto riguarda il punto due, personalmente proporrei di escludere dal calcolo della Naspi le settimane di disoccupazione già erogate nell’anno 2020, riguardante quindi i mesi di lavoro del 2019. In questo modo i lavoratori avrebbero un piccolo monte ore disponibile a ricevere parte dell’assegno anche qualora i mesi lavorati nel 2020 siano molto pochi. Dovete immaginare, anche nel migliore scenario possibile, di essere assunti nel mese di luglio e lavorare fino ad ottobre. Sono tre mesi, quindi di Naspi verrebbe erogato soltanto un assegno per un mese e mezzo. Impossibile per chiunque sopravvivere. Inoltre va immaginato uno strumento ad hoc per chi non lavorerà nemmeno un giorno nel 2020, purtroppo ci saranno e saranno anche tanti.

Il punto tre è legato a due aspetti fondamentali: la ripresa del turismo e la riapertura delle aziende. Immaginando un turismo locale, italiano, garantire uno sgravio contributivo alle aziende che si impegnano a ad assumere e riaprire, potrebbe essere una strada. L’impegno dello Stato deve essere nel garantire tempi e modalità certi di spostamento all’interno dei territori, consentendo, anche se a breve termine un minimo di programmazione alle aziende.

Il contributo comunale per l’acquisto beni di prima necessità

Vi ricordo che il Comune di Piano ha pubblicato l’avviso pubblico per l’ottenimento di beni di prima necessità

I requisiti per l’accesso sono piuttosto stringenti : 1) essere in possesso di certificazione dell’I.S.E.E., di tutti i componenti della famiglia, come sopra definita, che, complessivamente, non superino il valore dell’I.S.E.E. previsto per l’accesso al Reddito di Cittadinanza, che sia, quindi, inferiore a € 9.360,00; 2)in alternativa, produrre dichiarazione sostitutiva di atto notorio, da cui si evinca che nessuno dei componenti della famiglia, come sopra definita, è in possesso di risorse finanziarie per far fronte all’acquisto di prodotti di prima necessità, necessari per soddisfare i bisogni primari, dell’intera famiglia, così come sopra definita

Al richiedente vengono distribuiti buoni spesa dal valore di 5 euro in misura della grandezza del nucleo familiare

E’ possibile presentare la domanda tramite mail, oppure concordando appuntamento con l’ufficio servizi sociali. Questo è il numero dell’ufficio 0815344419 dal lunedì al venerdi ore 10-12 (colgo l’occasione per ringraziarli del prezioso lavoro svolto)

Tutte le info al link. Se avete difficoltà telematiche a scaricare la domanda o a compilarla potete contattarmi

http://www.comune.pianodisorrento.na.it/it/news/sostegno-alle-famiglie-difficolt%C3%A0-economica-emergenza-coronavirus-acquisto-prodotti-di-prima

La riduzione del servizio ferroviario

Vi ricordo che l’Eav ha ridotto il servizio ferroviario. Grosso modo non ci sono treni dalle 10 alle 15 e l’ultimo treno da Napoli per Sorrento partirà alle 19.11.

Al seguente link trovate i dettagli

https://www.eavsrl.it/web/sites/default/files/ORARI%20NAPOLI%20SORRENTO_dal%2016%20marzo%202020_0.pdf

I finti buoni

Dopo la premiazione da parte del Sindaco al Marianiello mi è venuto qualche dubbio e sono andato insieme Al Consigliere Mare a fare alcune verifiche. Ecco quanto abbiamo scoperto, in un comunicato stampa

Piano di Sorrento – Le luci della ribalta, le foto di rito, gli applausi reali e virtuali (likes), non devono distrarci anzi, devono spingerci a guardare con attenzione le cose, per non cadere nei ridondanti flash dei selfie condivisi nel Gran Caffè Marianiello.
Il Sindaco, con al seguito portavoce e l’ex senatore Lauro, hanno consegnato una targa al locale per aver chiuso una sala di slot machine. Bene, benissimo, peccato che non si siano presi la briga di verificare che la compagine societaria della sì premiata “Penisola Invest” (che attualmente controlla il Gran Caffè Marianiello), conta ben tre soci proprietari della sala slot in via Gennaro Maresca.
Insomma, se da un lato si prendono la targa, dall’altro continuano a succhiare soldi dalle tasche dei più o meno consapevoli giocatori.
Riteniamo il premio una gran presa in giro e l’occasione è ghiotta per chiedere all’amministrazione di applicare il regolamento approvato anni fa dal Consiglio comunale, con il quale si cerca di mettere un freno alle famigerate sale slot.
Far applicare le regole è cosa ben più complessa di regalarsi una foto e premiare chi non merita (EAV docet).

Antonio D’Aniello – Consigliere comunale del Partito DemocraticoSalvatore Mare – Consigliere Comunale del Movimento Cinque Stelle

Smart e start

Il fondo è stato recentemente oggetto di un aggiornamento che ridefinisce i termini e amplia la quota finanziata.

Quanto finanzia?Progetti da 100.000 a 1,5 milioni di euro con un contributo diviso in: 30% a fondo perduto 70% da restituire in dieci anni Chi può partecipare?startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi

  • startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi
  • team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”
  • imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano

Deve essere iscritta all’apposito registro per le imprese, per farlo occorrono i seguenti requisiti previsti dalla normaUn’impresa costituita da meno di 60mesi , bilancio inferiore ai 5 milioni di euro e non ha distribuito utili. La ragione sociale deve essere lo sviluppo di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico. Deve avere almeno uno di questi requisiti 1) investe in ricerca e sviluppo più del 15% degli utili 2 ) due terzi della forza lavoro sono laureati 3) è titolare di almeno un brevetto. 
Cosa finanzia? Praticamente tutto. 

  • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
  • Componenti hardware e software
  • Brevetti, marchi e licenze
  • Certificazioni, know-how e conoscenze tecniche direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
  • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale
  • Licenze relative all’utilizzo di software
  • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi
  • Consulenze specialistiche tecnologiche
  • Costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
  • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
  • Investimenti in marketing e web marketing

Alcuni esempi di costi di funzionamento aziendale:

  • Materie prime
  • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
  • Hosting e housing
  • Godimento beni di terzi

Non sono ammissibili i seguenti settori:

  • al settore della produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • rivolte al sostegno ad attività connesse all’esportazione;
  • al settore carboniero, relativamente agli aiuti per agevolare la chiusura di miniere di carbone non competitive.

Il parafulmine

La segnalazione della Corte dei Conti, scovata dal Talepiano e ‘ammacchiata’ da chi di dovere non è colpa del Presidente Mario Russo, piuttosto dell’arroganza che contraddistingue questa maggioranza. 

Il Presidente del Consiglio comunale viene utilizzato come parafulmine ogniqualvolta che qualcosa non funziona. Viene convocato male un consiglio? Colpa del Presidente. Non vengono rispettate le opposizioni? Colpa del Presidente. Non sono effettuate comunicazioni? Colpa del presidente.

Piuttosto che fare scenate in consiglio comunale e poi nei fatti prestarsi a questa macchietta bisognerebbe trarne le legittime conseguenze e abbandonare quella ‘nave senza timone’ che è l’attuale compagine di governo.Essere complici dell’insipienza e dell’arroganza non sarà dimenticato dai carottesi e soprattutto dalla storia. Questo vale per il Presidente e per chiunque abbia ambizioni a restare in sella.
Poi, se si vuol continuare a traccheggiare, come fatto fin ora, tanti auguri a tutti.

Personalmente ho deciso di smettere di perdere tempo in quello che è un luogo svuotato dalla decisione e invece che sentirmi dire tutte le volte sempre le stesse cose, il classico: ‘ ci stiamo lavorando’ inizierò a scrivere anche io a chi di dovere, utilizzando il mio tempo in maniera molto più utile. 

Per chi non conoscesse cosa è accaduto

http://www.talepiano.it/piano-di-sorrento-vicenda-corte-dei-conti-il-presidente-mario-russo-finisce-sotto-accusa/?fbclid=IwAR3FSAsnDGd0hYyLC7YvdUydIAA6VRglRZ2Bnbkxh8_xIHgWMusCzfSwFt0

Servizio civile a Piano di Sorrento

Vi informo che il Comune di Piano di Sorrento ha pubblicato un bando, che scade il 10 ottobre. Saranno selezionati 8 volontari

Possono fare domanda tutti i giovani fino ai 28 anni di età (compiuti). Il compenso è di 439 euro mensili.

Buona fortuna!

Qui trovate maggiori info

http://www.comune.pianodisorrento.na.it/it/news/servizio-civile-universale-bando-selezione-volontari-2019