Che cos’è il PUC?

Per capire cos’è dobbiamo partire dal concetto di pianificazione urbanistica:in pratica è quello che ci consente di disegnare la città. Si parte dallo stato attuale immaginando lo sviluppo e le esigenze del futuro.

E’ comunque soggetto alla legge regionale che fa da cornice stabilendo indici di costruzione (quante case possiamo realizzare, ad esempio o quante strutture sportive). Quindi mi raccomando, non precipitatevi dal politico di turno a chiedere di poter costruire nel vostro giardino.

Il piano urbanistico comunale, che è il significato di PUC quindi va a sostuire il vecchio Piano regolatore ed è il livello comunale di pianificazione urbanistica.

Fin qui, sembra piuttosto inutile, invece non è così. E’ uno strumento sicuramente limitato dal livello regionale, ma dall’analisi dei dati e dalle cartografie, possiamo vedere come si è sviluppata la città negli ultimi vent’anni rispetto a parametri quali: il numero e le tipoogie delle imprese, il trend demografico così da consentire ai nuovi amministratori della città di fare analisi su come servire al meglio una popolazione che ahime, invecchia anno dopo anno. E perché no, magari tentare di invertire questa tendenza.

L’anagrafe edilizia, fornisce un quadro preciso di quanti m2 di strutture abbiamo e di che tipologia, stabilendo all’interno della cornice regionale i nuovi fabbisogni della città.

All’interno di questoi quadro rinnovato è possibile programmare dove potrebbero essere realizzate strutture di interesse pubblico. Ad esempio un’area per gli artigiani della città oppure delle strutture sportive.

Cosa vuol dire area Pip a Piano di Sorrento

Se vi siete chiesti “cos’é il PIP” questo post fa al caso vostro.

Perché e dove realizzarlo?

Il Piano di Insediamenti Produttivi (PIP) è previsto dal Piano Regolatore Generale (un documento di programmazione urbanistica che definisce lo sviluppo del Comune). Gli insediamenti produttivi devono essere realizzati in Via Cavone, nel giardino esattamente di fronte via dei Platani

A cosa serve?

Il piano di insediamento produttivo, da adesso lo abbrevieremo in pip, serve per delocalizzare le imprese inglobate dal tessuto della città. In pratica, immaginate una torrefazione di caffè, gli è praticamente cresciuta la città attorno con la costruzione dei vari palazzi ed ora ha problemi per la produzione di fumi ed odori col vicinato. Lo stesso vale per produttori di limoncello, il mondo dei motori, le lavorazioni artigiane del legno ecc.

In pratica quindi, consente alle imprese di sopravvivere e regolarizzare la loro situazione.

In secondo luogo è un’opportunità per le imprese che vogliono ampliarsi, necessitando di maggiore spazio (immaginate ad esempio un deposito di alcool necessario per le produzioni di limoncello). Infine può essere un attrattore di investimenti per le imprese della penisola sorrentina che hanno i problemi che abbiamo già indicato.

Ci saranno solo imprese?

Nel Pip non ci saranno soltanto le imprese; è prevista anche la delocalizzazione del mercato ortofrutticolo attualmente in Piazza della Repubblica.

A mio avviso parlare di restyling della piazza senza avere una procedura già avviata di realizzazione del Pip Cavone è un errore, rischia di essere un progetto monco e di affossare le imprese ortofrutticole.

Come si evita una speculazione?

Il Pip è un’opera pubblica, qualora fosse realizzata da un privato, deve sottoscrivere una convenzione col Comune in cui vengono indicati i prezzi per gli operatori e soprattutto le tipologie di imprese che verranno ospitate. Con una buona convenzione sarà impossibile realizzare ad esempio uffici o un supermercato (cose che ho sul serio sentito in giro per il paese).

Il Piano urbanistico comunale e le occasioni perdute

Il Comune di Piano di Sorrento, ha approvato in via preliminare il PUC (Piano urbanistico comunale). In estrema sintesi, va ad aggiornare ed integrare il vecchio Piano regolatore.

L’occasione perduta è quella di avviare un dibattito nella città e soprattutto con essa, al fine di decidere la Piano del futuro. Invece il documento viene messo lì, sul sito, tenendo conto dei termini previsti dalla legge in maniera ineccepibile, ma con un fare che è proprio della burocrazia. Infatti il grande assente a Piano di Sorrento è la Politica, che si appresta ad una campagna elettorale, senza una visione, senza un dibattito.

Per chi avesse voglia di discutere del tema, sono a disposizione.

A questo link trovate il PUC e i suoi allegati

http://www.comune.pianodisorrento.na.it/it/news/avviso-piano-urbanistico-comunale-puc

La qualità della democrazia a Piano di Sorrento

Ho scritto a tutti i consiglieri comunali per informarli dell’avvenuta eliminazione dell’archivio storico delle delibere avvenuta a Piano di Sorrento, è una vicenda che riguarda tutti ed è importante che tutti ne siano a conoscenza.

Caro Consigliere,

il Comune di Piano di Sorrento ha revisionato l’albo pretorio on line, eliminando tutta la parte dell’archivio storico. Non facciamoci ingannare dalla parola, in pratica gli atti dopo quindici giorni vengono ‘defissi’ dall’albo pretorio e non è più possibile consultarli. In quel caso, se siamo dotati di buona memoria, possiamo procedere con un accesso agli atti, caricando lavoro sugli uffici e dilatando i tempi di conoscenza degli atti.

Immaginatelo dal punto di vista del cittadino, che vuole conoscere cosa ha votato il consiglio comunale durante l’anno o la giunta. Non gli sarà più possibile, dovrà recarsi presso il comune e chiedere gli atti singolarmente. Quanti lo faranno? La risposta è probabilmente nessuno. Tutto questo porta ad un impoverimento della qualità della democrazia a Piano di Sorrento.

Ti faccio presente che nessun comune della penisola sorrentina ha adottato una misura così drastica, in Italia qualche comune elimina gli atti pubblicati, dopo 5 anni, che è un tempo a mio avviso congruo. Non voglio polemizzare riguardo alle scelte, ma fare una cosa simile a ridosso delle festività natalizie, sembra quasi un blitz.

La qualità della democrazia e le trasparenza nell’accesso alle informazioni è compito di tutti i consiglieri comunali, indipendentemente dal loro posizionamento di maggioranza o opposizione, ti invito pertanto a valutare le azioni da intraprendere per garantire a noi consiglieri, ma soprattutto ai cittadini il giusto accesso alle informazioni. La privacy e il diritto all’oblio non possono essere la scusa per rendere una corsa a ostacoli la partecipazione alla vita politica e la trasparenza.

L’occasione mi è gradita per augurarti buone feste