Il bando per il bar a Villa Fondi

E’ stato pubblicato il bando per l’assegnazione in concessione per 6 anni del bar situato nell’area denominata “serra” di Villa Fondi.

Chi può partecipare?

Imprese regolarmente iscritte alla camera di commercio, che non abbiano cause ostative, e che abbiano gestito negli ultimi 10 anni, per almeno 3 consecutivi, bar con un fatturato complessivo negli ultimi tre esercizi di almeno 80.000 Euro

Quanto costa?

Il canone a base di gara è stabilito in 8000 Euro oltre iva

Valutazione delle domande

Nel disciplinare di gara è possibile vedere come l’offerta tecnica per un valore massimo di 70 punti data da 4 punti: 1) Proposte di realizzazione di iniziative ed eventi di rilevanza socio-culturali

2) Progetto di allestimento ed arredamento del bar con particolare riguardo alla adeguatezza
rispetto al contesto generale della Villa

3) Struttura organica aziendale con cui si intende operare: numero delle unità operative impiegate
con attribuzione delle varie mansioni, pregressa esperienza nella gestione da parte del titolare

4) Elementi migliorativi della gestione del servizio in concessione
Le proposte migliorative del servizio che il concorrente si impegna a garantire nell’ambito della
gestione del bar possono riguardare, a titolo esemplificativo attività di guardiania e vigilanza,
con progetto a miglioramento della sicurezza del bar e di tutto il parco

I restanti 30 punti possono essere assegnati con un aumento dell’offerta economica.

Come partecipare?

Presentando le offerte entro il 6 giugno al Comune di Piano di Sorrento https://www.comune.pianodisorrento.na.it/

NB: per eventuali imprenditori interessanti farei particolare attenzione al capitolato, dove sono indicati i vari compiti del concessionario e diversi obblighi (a mio parere onerosi)

Cultura crea per imprese esistenti

Chi può partecipare?

Imprese dei settori culturali e turistico (non fatevi spaventare dalla parola, i codici ateco sono più di quanti potete immaginare, al termine del post trovate l’elenco delle imprese ammesse) costituite in forma societaria da più di 36 mesi con sede legale in una Regione del Sud Italia.

Quanto è finanziabile?

Progetti dall’importo massimo di 500.000 Euro. Il contributo erogato è del 60% con un finanziamento a tasso zero e il 20% con un contributo a fondo perduto. In caso di imprese femminili o giovanili è previsto un ulteriore 5% in entrambe le voci. La percentuale restante deve essere erogato con risorse proprie dell’impres.

Cosa è finanziabile?

I progetti devono essere riferiti ad una lista di attrattori turistici, allegati al termine del post. Le spese ammissibili riguardano:

  • Macchinari, impianti, attrezzature e mezzi mobili (ovviamente necessari all’attività di impresa)
  • Programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al programma di investimento da realizzare
  • Opere murarie nel limite del 20% del programma di investimenti complessivamente ritenuto ammissibile e comunque nel limite del 10% del programma di spesa complessivamente ritenuto ammissibile incluse le spese di capitale circolante
  • Capitale circolante nella misura del 50% per spese di acquisto di materie prime, utenze, locazioni, personale, eventuali perizie tecniche e erogazioni di servizi. Tutto il capitale circolante è fornito sotto forma di finanziamento agevolato e non incide nella quota di fondo perduto

Di seguito la lista degli Ateco ammissibili e degli attrattori cui fare riferimento per il progetto

Il primo consiglio comunale dell’amministrazione Cappiello

Devo dire, anche il primo senza di me (lacrimuccia). Per chi volesse seguirlo, c’è la solita possibilità in streaming tramite il sito istituzionale del Comune. Di seguito c’è l’ordine del giorno. Forse non tutti sanno che il Presidente del consiglio comunale è una figura ‘facoltativa’, quindi aver inserito il punto all’ordine del giorno vuol dire aver operato la scelta di votarne uno, credo sarà l’unico momento interessante, visto che la composizione della Giunta è già nota.

Che cos’è il PUC?

Per capire cos’è dobbiamo partire dal concetto di pianificazione urbanistica:in pratica è quello che ci consente di disegnare la città. Si parte dallo stato attuale immaginando lo sviluppo e le esigenze del futuro.

E’ comunque soggetto alla legge regionale che fa da cornice stabilendo indici di costruzione (quante case possiamo realizzare, ad esempio o quante strutture sportive). Quindi mi raccomando, non precipitatevi dal politico di turno a chiedere di poter costruire nel vostro giardino.

Il piano urbanistico comunale, che è il significato di PUC quindi va a sostuire il vecchio Piano regolatore ed è il livello comunale di pianificazione urbanistica.

Fin qui, sembra piuttosto inutile, invece non è così. E’ uno strumento sicuramente limitato dal livello regionale, ma dall’analisi dei dati e dalle cartografie, possiamo vedere come si è sviluppata la città negli ultimi vent’anni rispetto a parametri quali: il numero e le tipoogie delle imprese, il trend demografico così da consentire ai nuovi amministratori della città di fare analisi su come servire al meglio una popolazione che ahime, invecchia anno dopo anno. E perché no, magari tentare di invertire questa tendenza.

L’anagrafe edilizia, fornisce un quadro preciso di quanti m2 di strutture abbiamo e di che tipologia, stabilendo all’interno della cornice regionale i nuovi fabbisogni della città.

All’interno di questoi quadro rinnovato è possibile programmare dove potrebbero essere realizzate strutture di interesse pubblico. Ad esempio un’area per gli artigiani della città oppure delle strutture sportive.

Il costo dei rifiuti a Piano di Sorrento

Nel piano finanziario approvato nell’ultimo consiglio comunale ci sono diversi dati interessanti.

Il primo è un incremento ormai storicizzato dei costi

2018 2.435.704 2019 2.586.439

2020 2.649.439 2021  2.717.414

Il secondo dato su cui fare una riflessione è che nell’anno 2020 abbiamo registrato un decremento della quantità di differenziata. I motivi possono essere due: 1 la chiusura di 8000mq di attività commerciali, che probabilmente producevano molto rifiuto differenziato, il 2° probabilmente la stanchezza da lockdown, ha reso i cittadini meno attenti nella differenziazione.

Per quanto riguarda i costi, il costo che aumenta è sempre quello dovuto al conferimento del rifiuto in discarica. Per quanto riguarda i costi generali del servizio di Penisola verde (principalmente personale) nel 2019-2020 sono invariati.

Il nuovo calcolo delle tariffe, che arriva in questo momento così difficile, determinerà un aumento del prezzo agli utenti. La Tari sarà più cara nel 2021 nella percentuale del 9% alle utenze non domestiche e percentuali variabili alle utenze domestiche, il maggior costo lo subiranno le famiglie numerose. Il Comune ha deciso di fare due bandi per mitigare gli aumenti, stanziando 280.000 e 110.000 Euro per compensare chi con determinato calo di fatturato, nel caso delle imprese e Isee nel caso dei cittadini. Gli aventi diritto avranno uno sconto rispetto la tassazione.

Così facendo però, per la collettività il costo del servizio rifiuti, supererà i 3 milioni di euro. Per una città di meno di 13.000 abitanti è sostenibile?

Il consiglio comunale di oggi 29 aprile

Per chi volesse seguire, ricordo che dalle 16 (come al solito credo si inizierà in ritardo) sarà possibile seguire il consiglio comunale in streaming.

Tra gli argomenti all’ordine del giorno:

  • Approvazione delle aliquote imu
  • Variazioni al regolamento imposta di soggiorno
  • Regolamento per l’applicazione del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico, di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale
  • L’alienazione delle quote di Penisola verde (in pratica si tratta dell’adesione di Massa Lubrense alla società

Per l’elenco completo e il link streaming http://www.comune.pianodisorrento.na.it/it

Il Piano urbanistico comunale e le occasioni perdute

Il Comune di Piano di Sorrento, ha approvato in via preliminare il PUC (Piano urbanistico comunale). In estrema sintesi, va ad aggiornare ed integrare il vecchio Piano regolatore.

L’occasione perduta è quella di avviare un dibattito nella città e soprattutto con essa, al fine di decidere la Piano del futuro. Invece il documento viene messo lì, sul sito, tenendo conto dei termini previsti dalla legge in maniera ineccepibile, ma con un fare che è proprio della burocrazia. Infatti il grande assente a Piano di Sorrento è la Politica, che si appresta ad una campagna elettorale, senza una visione, senza un dibattito.

Per chi avesse voglia di discutere del tema, sono a disposizione.

A questo link trovate il PUC e i suoi allegati

http://www.comune.pianodisorrento.na.it/it/news/avviso-piano-urbanistico-comunale-puc

Il mistero dei verbali del Coc (centro operativo comunale)

Siamo in piena pandemia, ormai è trascorso più di un anno, eppure a Piano di Sorrento, continuano i misteri sui verbali del Coc. Per chi non lo sapesse, il Coc è il centro operativo comunale, dove vengono coordinate le azioni di protezione civile. Visto che è stato detto di no alle numerose richieste, fatte in modalità ufficiali ed ufficiose, da parte delle opposizioni, di creare una cabina di regia congiunta , mi sono detto: “vediamo almeno i verbali del Coc”. Dopo un tempo trascorso, di ben oltre 30 giorni, alla mia richiesta di accesso agli atti risponde il Sindaco, con un documento di sua firma, in cui parla di se stesso in terza persona che dice testualmente: ” Nella propria responsabilità, il Sindaco per quanto concerne le attività di consultazione con il coc a livello collegiale e/o individuale, non  ha ritenuto di alcuna utilità redigere rapporti o verbali diversi dagli atti amministrativi formalmente adottati in sede di Giunta comunale”. Pertanto i cittadini non hanno il diritto di sapere quante riunioni sono state svolte, con che cadenza e in che misura le decisioni adottate dalla Giunta, hanno fondamento scientifico. (ad esempio la riapertura o chiusura delle scuole).
Dopo aver sollevato la questione in commissione trasparenza, che grazie al Presidente Raffaele Esposito, è l’unica commissione consiliare che viene riunita, siamo arrivati a chiedere in maniera collegiale la pubblicazione dei verbali, in un apposito spazio del sito comunale, dato che l’atteggiamento adottato fin ora è tutto , tranne che trasparente. I documenti ufficiali, a differenza della bulimia dei post di Facebook, che dopo un anno sono stucchevoli, ci consentirebbe di capire se le decisioni adottate, sono state corrette oppure no e quale è la ratio delle stesse. Di sicuro l’uomo solo al comando, non è quello di cui la città ha bisogno. Ribadisco, in questa sede, la proposta di una commissione ad hoc per programmare la ripartenza, dove devono essere presenti, tutte le forze politiche del paese e soprattutto le categorie produttive, in modo da non trovarci nuovamente impreparati. 

Quello che gli altri non dicono

A Piano di Sorrento c’è un susseguirsi di incontri, appuntamenti, chiacchierate e perché no, sussurri e qualche avvisaglia di tradimento. In una specie di House of Cards all’acqua di rose il paese si avvicina alle elezioni, che probabilmente si terranno a giugno.

Sì, avete capito benissimo, tra tre mesi si vota.

Ma chi sono i candidati? E soprattutto cosa vogliono fare per il paese? Di tutto questo si continua a non parlare, avvolto da un silenzio e una foschia, rendendo Piano di Sorrento il paese dei paradossi.

Iniziamo dal primo paradosso: il Sindaco Vincenzo Iaccarino. Fa interviste, annunci sui social, insomma si sbatte. Eppure fin ora nessuno dell’attuale maggioranza ha dichiarato pubblicamente il sostegno alla sua ricandidatura. Nemmeno uno dei consiglieri comunali, senza offesa per nessuno, di seconda linea. Figurarsi i ‘grandi elettori’. Tutto tace. Io se fossi al suo posto, qualche domanda me la farei

Il secondo paradosso sono i competitor, che ci siano diverse riunioni e più di un gruppo che si sta vedendo nel paese è il segreto di pulcinella, lo sanno tutti. Allora perché non uscire allo scoperto? Di cattivo governo ne abbiamo veramente tanto, le cose da dire sarebbero tantissime e oltre la parte critica occorre che che ci si candida al governo della città ci dica che città vuole costruire. Niente.

Il terzo è ultimo paradosso sono i cittadini. Ma sul serio ci sta bene questa situazione? Non vale la pena pretendere un dibattito pubblico sulla visione della città che vogliamo?

Meno male che non mi candido, perché veramente è desolante tutto questo e non lo merita una città con tante potenzialità come Piano di Sorrento.

Il grande bluff della scuola a Via C. Amalfi

Insieme a Salvatore Mare proviamo a fare chiarezza sul finanziamento ottenuto dalla città metropolitana e sulla sua reale efficacia. Purtroppo nulla è come appare, per chi ha voglia di approfondire, questo il testo del comunicato stampa in cui spieghiamo come vanno realmente le cose:
“Il Comune di Piano di Sorrento ha ottenuto un finanziamento dalla Città Metropolitana di Napoli, e questa sembra un’ottima notizia. Il problema è il solito diavolo che si annida nei dettagli.

Nella relazione istruttoria presentata dal Comune di Piano di Sorrento, il primo lotto funzionale necessita di € 3.975.000,00 al fine di realizzare una palestra e un auditorium a servizio del polo scolastico che dovrà sorgere a via Carlo Amalfi, al posto della scuola inagibile che nel frattempo sarà demolita. Il lotto è stato a sua volta scomposto e la parte relativa all’auditorium costa circa un milione e novecentomila euro. Di questa cifra, il Comune dispone di € 800.000,00, il finanziamento della Città Metropolitana è di € 500.000,00; a questo punto, piuttosto che felicitarsi, il Sindaco e l’Assessore dovrebbero spiegarci, se la matematica non è un’opinione, dove trovano i soldi che mancano per la realizzazione del progetto.

Nella delibera di giunta si parla di risorse proprie o indebitamento. Evidentemente ancora non siamo contenti dei 13 milioni di debito che l’ente ha accumulato, il rischio è di farne altro.

Però i problemi non finiscono qui giacché il lotto funzionale riguarda un auditorium e una palestra, i quali devono essere di pertinenza della scuola che non esiste e mai si farà; infatti in caso di realizzazione bisognerebbe trovare altri nove milioni di euro, e questi certamente non sono nel bilancio comunale e non sarà possibile reperirli con ulteriore indebitamento.

Il rischio è quello di finanziare un gigantesco spot elettorale consistente nella realizzazione di un’opera inutile alla città, infatti abbiamo altre numerose strutture che l’amministrazione pubblica non è in grado di gestire: il centro Polifunzionale, il campetto di Pozzopiano, la villetta comunale di Legittimo solo per citare qualche esempio. Strutture chiuse inutilizzabili ne abbiamo, non è che costruendone altre diventiamo più bravi.

A questo punto sorge il dubbio che alla Città Metropolitana ignorino di finanziare un auditurium a servizio di una scuola che non esiste.

Oltre a non comprendere il senso di siffatta operazione e non da bastian contrari, ci chiediamo se sia giusto spendere per il solo principio che ci siano fondi disponibili: meglio non fare, che fare male o, ancor peggio inutilmente”.