Il primo consiglio comunale dell’amministrazione Cappiello

Devo dire, anche il primo senza di me (lacrimuccia). Per chi volesse seguirlo, c’è la solita possibilità in streaming tramite il sito istituzionale del Comune. Di seguito c’è l’ordine del giorno. Forse non tutti sanno che il Presidente del consiglio comunale è una figura ‘facoltativa’, quindi aver inserito il punto all’ordine del giorno vuol dire aver operato la scelta di votarne uno, credo sarà l’unico momento interessante, visto che la composizione della Giunta è già nota.

Che cos’è il PUC?

Per capire cos’è dobbiamo partire dal concetto di pianificazione urbanistica:in pratica è quello che ci consente di disegnare la città. Si parte dallo stato attuale immaginando lo sviluppo e le esigenze del futuro.

E’ comunque soggetto alla legge regionale che fa da cornice stabilendo indici di costruzione (quante case possiamo realizzare, ad esempio o quante strutture sportive). Quindi mi raccomando, non precipitatevi dal politico di turno a chiedere di poter costruire nel vostro giardino.

Il piano urbanistico comunale, che è il significato di PUC quindi va a sostuire il vecchio Piano regolatore ed è il livello comunale di pianificazione urbanistica.

Fin qui, sembra piuttosto inutile, invece non è così. E’ uno strumento sicuramente limitato dal livello regionale, ma dall’analisi dei dati e dalle cartografie, possiamo vedere come si è sviluppata la città negli ultimi vent’anni rispetto a parametri quali: il numero e le tipoogie delle imprese, il trend demografico così da consentire ai nuovi amministratori della città di fare analisi su come servire al meglio una popolazione che ahime, invecchia anno dopo anno. E perché no, magari tentare di invertire questa tendenza.

L’anagrafe edilizia, fornisce un quadro preciso di quanti m2 di strutture abbiamo e di che tipologia, stabilendo all’interno della cornice regionale i nuovi fabbisogni della città.

All’interno di questoi quadro rinnovato è possibile programmare dove potrebbero essere realizzate strutture di interesse pubblico. Ad esempio un’area per gli artigiani della città oppure delle strutture sportive.

Il costo dei rifiuti a Piano di Sorrento

Nel piano finanziario approvato nell’ultimo consiglio comunale ci sono diversi dati interessanti.

Il primo è un incremento ormai storicizzato dei costi

2018 2.435.704 2019 2.586.439

2020 2.649.439 2021  2.717.414

Il secondo dato su cui fare una riflessione è che nell’anno 2020 abbiamo registrato un decremento della quantità di differenziata. I motivi possono essere due: 1 la chiusura di 8000mq di attività commerciali, che probabilmente producevano molto rifiuto differenziato, il 2° probabilmente la stanchezza da lockdown, ha reso i cittadini meno attenti nella differenziazione.

Per quanto riguarda i costi, il costo che aumenta è sempre quello dovuto al conferimento del rifiuto in discarica. Per quanto riguarda i costi generali del servizio di Penisola verde (principalmente personale) nel 2019-2020 sono invariati.

Il nuovo calcolo delle tariffe, che arriva in questo momento così difficile, determinerà un aumento del prezzo agli utenti. La Tari sarà più cara nel 2021 nella percentuale del 9% alle utenze non domestiche e percentuali variabili alle utenze domestiche, il maggior costo lo subiranno le famiglie numerose. Il Comune ha deciso di fare due bandi per mitigare gli aumenti, stanziando 280.000 e 110.000 Euro per compensare chi con determinato calo di fatturato, nel caso delle imprese e Isee nel caso dei cittadini. Gli aventi diritto avranno uno sconto rispetto la tassazione.

Così facendo però, per la collettività il costo del servizio rifiuti, supererà i 3 milioni di euro. Per una città di meno di 13.000 abitanti è sostenibile?

Il consiglio comunale di oggi 29 aprile

Per chi volesse seguire, ricordo che dalle 16 (come al solito credo si inizierà in ritardo) sarà possibile seguire il consiglio comunale in streaming.

Tra gli argomenti all’ordine del giorno:

  • Approvazione delle aliquote imu
  • Variazioni al regolamento imposta di soggiorno
  • Regolamento per l’applicazione del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico, di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale
  • L’alienazione delle quote di Penisola verde (in pratica si tratta dell’adesione di Massa Lubrense alla società

Per l’elenco completo e il link streaming http://www.comune.pianodisorrento.na.it/it

Il Piano urbanistico comunale e le occasioni perdute

Il Comune di Piano di Sorrento, ha approvato in via preliminare il PUC (Piano urbanistico comunale). In estrema sintesi, va ad aggiornare ed integrare il vecchio Piano regolatore.

L’occasione perduta è quella di avviare un dibattito nella città e soprattutto con essa, al fine di decidere la Piano del futuro. Invece il documento viene messo lì, sul sito, tenendo conto dei termini previsti dalla legge in maniera ineccepibile, ma con un fare che è proprio della burocrazia. Infatti il grande assente a Piano di Sorrento è la Politica, che si appresta ad una campagna elettorale, senza una visione, senza un dibattito.

Per chi avesse voglia di discutere del tema, sono a disposizione.

A questo link trovate il PUC e i suoi allegati

http://www.comune.pianodisorrento.na.it/it/news/avviso-piano-urbanistico-comunale-puc

Il mistero dei verbali del Coc (centro operativo comunale)

Siamo in piena pandemia, ormai è trascorso più di un anno, eppure a Piano di Sorrento, continuano i misteri sui verbali del Coc. Per chi non lo sapesse, il Coc è il centro operativo comunale, dove vengono coordinate le azioni di protezione civile. Visto che è stato detto di no alle numerose richieste, fatte in modalità ufficiali ed ufficiose, da parte delle opposizioni, di creare una cabina di regia congiunta , mi sono detto: “vediamo almeno i verbali del Coc”. Dopo un tempo trascorso, di ben oltre 30 giorni, alla mia richiesta di accesso agli atti risponde il Sindaco, con un documento di sua firma, in cui parla di se stesso in terza persona che dice testualmente: ” Nella propria responsabilità, il Sindaco per quanto concerne le attività di consultazione con il coc a livello collegiale e/o individuale, non  ha ritenuto di alcuna utilità redigere rapporti o verbali diversi dagli atti amministrativi formalmente adottati in sede di Giunta comunale”. Pertanto i cittadini non hanno il diritto di sapere quante riunioni sono state svolte, con che cadenza e in che misura le decisioni adottate dalla Giunta, hanno fondamento scientifico. (ad esempio la riapertura o chiusura delle scuole).
Dopo aver sollevato la questione in commissione trasparenza, che grazie al Presidente Raffaele Esposito, è l’unica commissione consiliare che viene riunita, siamo arrivati a chiedere in maniera collegiale la pubblicazione dei verbali, in un apposito spazio del sito comunale, dato che l’atteggiamento adottato fin ora è tutto , tranne che trasparente. I documenti ufficiali, a differenza della bulimia dei post di Facebook, che dopo un anno sono stucchevoli, ci consentirebbe di capire se le decisioni adottate, sono state corrette oppure no e quale è la ratio delle stesse. Di sicuro l’uomo solo al comando, non è quello di cui la città ha bisogno. Ribadisco, in questa sede, la proposta di una commissione ad hoc per programmare la ripartenza, dove devono essere presenti, tutte le forze politiche del paese e soprattutto le categorie produttive, in modo da non trovarci nuovamente impreparati. 

Quello che gli altri non dicono

A Piano di Sorrento c’è un susseguirsi di incontri, appuntamenti, chiacchierate e perché no, sussurri e qualche avvisaglia di tradimento. In una specie di House of Cards all’acqua di rose il paese si avvicina alle elezioni, che probabilmente si terranno a giugno.

Sì, avete capito benissimo, tra tre mesi si vota.

Ma chi sono i candidati? E soprattutto cosa vogliono fare per il paese? Di tutto questo si continua a non parlare, avvolto da un silenzio e una foschia, rendendo Piano di Sorrento il paese dei paradossi.

Iniziamo dal primo paradosso: il Sindaco Vincenzo Iaccarino. Fa interviste, annunci sui social, insomma si sbatte. Eppure fin ora nessuno dell’attuale maggioranza ha dichiarato pubblicamente il sostegno alla sua ricandidatura. Nemmeno uno dei consiglieri comunali, senza offesa per nessuno, di seconda linea. Figurarsi i ‘grandi elettori’. Tutto tace. Io se fossi al suo posto, qualche domanda me la farei

Il secondo paradosso sono i competitor, che ci siano diverse riunioni e più di un gruppo che si sta vedendo nel paese è il segreto di pulcinella, lo sanno tutti. Allora perché non uscire allo scoperto? Di cattivo governo ne abbiamo veramente tanto, le cose da dire sarebbero tantissime e oltre la parte critica occorre che che ci si candida al governo della città ci dica che città vuole costruire. Niente.

Il terzo è ultimo paradosso sono i cittadini. Ma sul serio ci sta bene questa situazione? Non vale la pena pretendere un dibattito pubblico sulla visione della città che vogliamo?

Meno male che non mi candido, perché veramente è desolante tutto questo e non lo merita una città con tante potenzialità come Piano di Sorrento.

Il grande bluff della scuola a Via C. Amalfi

Insieme a Salvatore Mare proviamo a fare chiarezza sul finanziamento ottenuto dalla città metropolitana e sulla sua reale efficacia. Purtroppo nulla è come appare, per chi ha voglia di approfondire, questo il testo del comunicato stampa in cui spieghiamo come vanno realmente le cose:
“Il Comune di Piano di Sorrento ha ottenuto un finanziamento dalla Città Metropolitana di Napoli, e questa sembra un’ottima notizia. Il problema è il solito diavolo che si annida nei dettagli.

Nella relazione istruttoria presentata dal Comune di Piano di Sorrento, il primo lotto funzionale necessita di € 3.975.000,00 al fine di realizzare una palestra e un auditorium a servizio del polo scolastico che dovrà sorgere a via Carlo Amalfi, al posto della scuola inagibile che nel frattempo sarà demolita. Il lotto è stato a sua volta scomposto e la parte relativa all’auditorium costa circa un milione e novecentomila euro. Di questa cifra, il Comune dispone di € 800.000,00, il finanziamento della Città Metropolitana è di € 500.000,00; a questo punto, piuttosto che felicitarsi, il Sindaco e l’Assessore dovrebbero spiegarci, se la matematica non è un’opinione, dove trovano i soldi che mancano per la realizzazione del progetto.

Nella delibera di giunta si parla di risorse proprie o indebitamento. Evidentemente ancora non siamo contenti dei 13 milioni di debito che l’ente ha accumulato, il rischio è di farne altro.

Però i problemi non finiscono qui giacché il lotto funzionale riguarda un auditorium e una palestra, i quali devono essere di pertinenza della scuola che non esiste e mai si farà; infatti in caso di realizzazione bisognerebbe trovare altri nove milioni di euro, e questi certamente non sono nel bilancio comunale e non sarà possibile reperirli con ulteriore indebitamento.

Il rischio è quello di finanziare un gigantesco spot elettorale consistente nella realizzazione di un’opera inutile alla città, infatti abbiamo altre numerose strutture che l’amministrazione pubblica non è in grado di gestire: il centro Polifunzionale, il campetto di Pozzopiano, la villetta comunale di Legittimo solo per citare qualche esempio. Strutture chiuse inutilizzabili ne abbiamo, non è che costruendone altre diventiamo più bravi.

A questo punto sorge il dubbio che alla Città Metropolitana ignorino di finanziare un auditurium a servizio di una scuola che non esiste.

Oltre a non comprendere il senso di siffatta operazione e non da bastian contrari, ci chiediamo se sia giusto spendere per il solo principio che ci siano fondi disponibili: meglio non fare, che fare male o, ancor peggio inutilmente”.

La qualità della democrazia a Piano di Sorrento

Ho scritto a tutti i consiglieri comunali per informarli dell’avvenuta eliminazione dell’archivio storico delle delibere avvenuta a Piano di Sorrento, è una vicenda che riguarda tutti ed è importante che tutti ne siano a conoscenza.

Caro Consigliere,

il Comune di Piano di Sorrento ha revisionato l’albo pretorio on line, eliminando tutta la parte dell’archivio storico. Non facciamoci ingannare dalla parola, in pratica gli atti dopo quindici giorni vengono ‘defissi’ dall’albo pretorio e non è più possibile consultarli. In quel caso, se siamo dotati di buona memoria, possiamo procedere con un accesso agli atti, caricando lavoro sugli uffici e dilatando i tempi di conoscenza degli atti.

Immaginatelo dal punto di vista del cittadino, che vuole conoscere cosa ha votato il consiglio comunale durante l’anno o la giunta. Non gli sarà più possibile, dovrà recarsi presso il comune e chiedere gli atti singolarmente. Quanti lo faranno? La risposta è probabilmente nessuno. Tutto questo porta ad un impoverimento della qualità della democrazia a Piano di Sorrento.

Ti faccio presente che nessun comune della penisola sorrentina ha adottato una misura così drastica, in Italia qualche comune elimina gli atti pubblicati, dopo 5 anni, che è un tempo a mio avviso congruo. Non voglio polemizzare riguardo alle scelte, ma fare una cosa simile a ridosso delle festività natalizie, sembra quasi un blitz.

La qualità della democrazia e le trasparenza nell’accesso alle informazioni è compito di tutti i consiglieri comunali, indipendentemente dal loro posizionamento di maggioranza o opposizione, ti invito pertanto a valutare le azioni da intraprendere per garantire a noi consiglieri, ma soprattutto ai cittadini il giusto accesso alle informazioni. La privacy e il diritto all’oblio non possono essere la scusa per rendere una corsa a ostacoli la partecipazione alla vita politica e la trasparenza.

L’occasione mi è gradita per augurarti buone feste

La Protesta dei mercatali fa prendere la decisione sbagliata

Ho condiviso questa riflessione con Salvatore Mare del Movimento Cinque stelle.

Come trasformare una buona idea in un disastro, questo il capolavoro fatto dall’amministrazione comunale di Piano con i mercatali del lunedì.
Prevedere di non riaprire il mercato, vista la curva del contagio in aumento, il contact tracing in affanno e la necessità di mettere in sicurezza la fascia di popolazione più anziana, appariva decisione ovvia e condivisibile.


L’amministrazione nel tornare indietro commette due errori:
In primis dà la netta sensazione che, dopo la prova muscolare dei mercatali con i camion sul corso, mostrando i muscoli e alzando la voce, alla fine si ottiene ciò che si vuole. La politica ne esce debolissima, così come i cittadini che fanno valere le loro ragioni civilmente.
Il secondo motivo è il messaggio contraddittorio che raggiunge l’opinione pubblica. Siamo quotidianamente invitati a ridurre gli spostamenti e le occasioni di socialità: di certo aprire il mercato del lunedì ed invitare i cittadini a non uscire non è coerente e contribuisce a confonderli.

L’amministrazione di Piano di Sorrento non attenda che il Governo nazionale o regionale arrivi a togliere le castagne dal fuoco. Agisca in maniera coerente e tempestiva e, soprattutto, non si ritiri così facilmente;