Bonus terme per cittadini ed imprese

Dal 28 ottobre sarà possibile per gli enti termali accreditati, accedere alla procedura tramite il sito di Invitalia per aderire alla piattaforma del bonus terme. Per farlo occorre:

  • essere iscritti al registro delle imprese
  • essere in possesso del codice ATECO 2007 96.04.20 “Stabilimenti termali”.
  • Accedere tramite Spid del legale rappresentante
  • caricamento di copia dell’autorizzazione all’apertura dell’attività termale e delle necessarie dichiarazioni sostitutive di certificazione, rilasciate ai sensi dell’articolo 47 decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui è attestato il possesso dei requisiti necessari allo svolgimento dell’attività di erogazione dei servizi termali e in cui si assume l’impegno a comunicare tempestivamente eventuali variazioni connesse alla sospensione o chiusura dell’attività;

Per le strutture che desiderano accreditarsi, ci sarà un webinar il 26 ottobre.

Per i cittadini la procedura ha inizio l’8 novembre, che può richiedere il bonus rivolgendosi direttamente all’ente termale accreditato. Se l’ente termale non ha fatto la procedura non potrà erogare bonus.

Ovviamente il bonus

  • Il bonus è riservato ai cittadini maggiorenni residenti in Italia
  • Il bonus non può essere concesso per servizi termali già a carico del SSN, di altri enti pubblici o oggetto di ulteriori benefici riconosciuti al cittadino
  • Il bonus non è cedibile a terzi, né a titolo gratuito né in cambio di un corrispettivo in denaro
  • Il bonus non costituisce reddito imponibile del cittadino che ne beneficia e non può essere calcolato nel valore dell’indicatore della situazione economica equivalente – ISEE di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159
  • Il bonus non può essere utilizzato per i servizi di ristorazione e ospitalità.

Squid game e le dinamiche elettorali

Attenzione piccolo spoiler

Nel giorno in cui il centro sinistra trionfa, l’astensione si mangia la vittoria e ci restituisce uno spaccato di una democrazia azzoppata. I cittadini banalmente, non ci credono più.

Se avete visto la serie Squid game, conoscerete la famosa regola numero 3: “il gioco può essere interrotto quando la maggioranza lo desidera”, che ci restituisce con prepotente semplicità il motivo per cui la democrazia è malata. Quanto sono liberi di scegliere i partecipanti al gioco, spesso pluri indebitati, spesso senza lavoro e con problemi con la giustizia? Quanto liberamente si forma il consenso se non sai a quali giochi mortali dovrai competere? Potrei continuare, ma adesso torniamo nella realtà, in Italia.

Quanto siamo liberi di scegliere se il lavoro che facciamo è ultra precario? Se i contratti di 4 o 6 ore magicamente si trasformano e le ore di lavoro effettivo diventano molte di più? Quanto liberamente si forma il consenso, se non siamo consapevoli di come si vota e cosa esattamente fa un Sindaco o un consiglio comunale? Peggio ancora in comuni piccoli come il nostro, quante volte avete sentito la frase: “devo votare Tizio” , come se non fosse una libera scelta, ma qualcosa di ineluttabile. Infine, se vivi il dramma di essere povero, pur lavorando molte ore, è normale che non ci credi più. Porsi queste domande è un inizio(o forse è solo un trip che mi sto facendo dopo aver finito di vedere la serie), fare finta di niente continuerà a far aumentare gli “esclusi”, che se diventano la maggioranza, il gioco verrà interrotto. Stiamo attenti che questo gioco potrebbe essere la democrazia.

Che cos’è il PUC?

Per capire cos’è dobbiamo partire dal concetto di pianificazione urbanistica:in pratica è quello che ci consente di disegnare la città. Si parte dallo stato attuale immaginando lo sviluppo e le esigenze del futuro.

E’ comunque soggetto alla legge regionale che fa da cornice stabilendo indici di costruzione (quante case possiamo realizzare, ad esempio o quante strutture sportive). Quindi mi raccomando, non precipitatevi dal politico di turno a chiedere di poter costruire nel vostro giardino.

Il piano urbanistico comunale, che è il significato di PUC quindi va a sostuire il vecchio Piano regolatore ed è il livello comunale di pianificazione urbanistica.

Fin qui, sembra piuttosto inutile, invece non è così. E’ uno strumento sicuramente limitato dal livello regionale, ma dall’analisi dei dati e dalle cartografie, possiamo vedere come si è sviluppata la città negli ultimi vent’anni rispetto a parametri quali: il numero e le tipoogie delle imprese, il trend demografico così da consentire ai nuovi amministratori della città di fare analisi su come servire al meglio una popolazione che ahime, invecchia anno dopo anno. E perché no, magari tentare di invertire questa tendenza.

L’anagrafe edilizia, fornisce un quadro preciso di quanti m2 di strutture abbiamo e di che tipologia, stabilendo all’interno della cornice regionale i nuovi fabbisogni della città.

All’interno di questoi quadro rinnovato è possibile programmare dove potrebbero essere realizzate strutture di interesse pubblico. Ad esempio un’area per gli artigiani della città oppure delle strutture sportive.

Bando regionale imprese turistiche

Chi può partecipare? Imprese turistiche della Regione Campania con i seguenti codici ateco (55.10 – 55.20 -55.30 – 79.11-79.12-79.90.19)

Quanto è finanziabile? Interventi da 30.000 a 200.000. Il contributo concesso è del 60%

Cosa è finanziabile?

A) Digitalizzazione, innovazione di processo e di prodotto, attraverso:
I. Acquisizione di strumentazione informatica aggiornata e applicazioni digitali;
creazione/ottimizzazione della rete di informazioni e processi in azienda; sistemi
digitali per la raccolta, analisi e conservazione dei dati aziendali;
II. Introduzione in azienda di innovazioni tecnologiche, organizzative, di processo e di
prodotto caratterizzate da originalità e complessità progettuale;
III. Miglioramenti significativi di prodotti/servizi turistici esistenti o di processi produttivi
e tecnologie consolidate.
B) Promozione e comunicazione, attraverso interventi diretti a promuovere e valorizzare
l’offerta turistica sui mercati di prossimità, nazionali e internazionali, in coerenza con il
posizionamento turistico regionale e con l’offerta esperienziale del territorio;
C) Misure anti COVID, per l’ottimizzazione dei processi gestionali, organizzativi e di
erogazione dei servizi, nell’ottica di aumentare la produttività, la salute e la sicurezza degli
operatori e dei lavoratori; Misure volte a garantire la tutela della salute dei turisti
nell’erogazione dei servizi

Nel dettaglio all’interno delle tre macrovoci è possibile:

A. Spese di progettazione, direzioni lavori e collaudo (connesse alle opere edili/murarie di cui
alla lettera B), studi di fattibilità economico-finanziaria, spese di fidejussione(massimo 5%)
B. Opere edili/murarie e di impiantistica, funzionali all’adeguamento delle strutture alle
norme anti-Covid, alla riduzione delle barriere architettoniche, al miglioramento
dell’efficienza energetica e all’installazione di attrezzature, impianti, macchinari e arredi(massimo 40%)
C. Acquisizione di attrezzature ed arredi, impianti, macchinari, hardware, mezzi di trasporto
nuovi di fabbrica_
D. Servizi reali, che consentano la risoluzione di problematiche di tipo tecnologico,
gestionale, organizzativo, promo-commerciale;
E. Acquisto e sviluppo di software (e-commerce, interfacciamento con esercizi ricettivi,
tracciamento azioni cliente, sistemi di loyalty, CRM, customer care digitale, …);
F. Attività di comunicazione e promo commercializzazione digitale e/o off line (attraverso
quotidiani di rilevanza nazionale, prodotti audio-video, cartellonistica, brochure, dépliant,
ecc.).

Come partecipare?

Bisogna utilizzare il link https://gare.agenziacampaniaturismo.it, a
decorrere dalle ore 10:00 del 1° ottobre 2021 alle ore 10:00 del 2 novembre 2021

NOTA BENE: siccome le domande saranno valutate a sportello e la dotazione finanziaria è esigua, consiglio la partecipazione solo a chi il 1 ottobre ha già tutto pronto, altrimenti rischia di essere tempo perso

Cosa vuol dire area Pip a Piano di Sorrento

Se vi siete chiesti “cos’é il PIP” questo post fa al caso vostro.

Perché e dove realizzarlo?

Il Piano di Insediamenti Produttivi (PIP) è previsto dal Piano Regolatore Generale (un documento di programmazione urbanistica che definisce lo sviluppo del Comune). Gli insediamenti produttivi devono essere realizzati in Via Cavone, nel giardino esattamente di fronte via dei Platani

A cosa serve?

Il piano di insediamento produttivo, da adesso lo abbrevieremo in pip, serve per delocalizzare le imprese inglobate dal tessuto della città. In pratica, immaginate una torrefazione di caffè, gli è praticamente cresciuta la città attorno con la costruzione dei vari palazzi ed ora ha problemi per la produzione di fumi ed odori col vicinato. Lo stesso vale per produttori di limoncello, il mondo dei motori, le lavorazioni artigiane del legno ecc.

In pratica quindi, consente alle imprese di sopravvivere e regolarizzare la loro situazione.

In secondo luogo è un’opportunità per le imprese che vogliono ampliarsi, necessitando di maggiore spazio (immaginate ad esempio un deposito di alcool necessario per le produzioni di limoncello). Infine può essere un attrattore di investimenti per le imprese della penisola sorrentina che hanno i problemi che abbiamo già indicato.

Ci saranno solo imprese?

Nel Pip non ci saranno soltanto le imprese; è prevista anche la delocalizzazione del mercato ortofrutticolo attualmente in Piazza della Repubblica.

A mio avviso parlare di restyling della piazza senza avere una procedura già avviata di realizzazione del Pip Cavone è un errore, rischia di essere un progetto monco e di affossare le imprese ortofrutticole.

Come si evita una speculazione?

Il Pip è un’opera pubblica, qualora fosse realizzata da un privato, deve sottoscrivere una convenzione col Comune in cui vengono indicati i prezzi per gli operatori e soprattutto le tipologie di imprese che verranno ospitate. Con una buona convenzione sarà impossibile realizzare ad esempio uffici o un supermercato (cose che ho sul serio sentito in giro per il paese).

Premio per le imprese CNA

Cosa si vince?

Premi

Alla seconda e terza neo-impresa classificata:

  • € 5.000 in denaro o come primo investimento in una campagna di crowdfunding*
  • € 2.000 in voucher di servizi di consulenza presso la sede CNA territoriale più vicina
  • 2 anni di adesione al sistema CNA

Alla migliore neo-impresa dell’anno:

  • € 20.000 in denaro o come primo investimento in una campagna di crowdfunding*
  • € 2.000 in voucher di servizi di consulenza presso la sede CNA territoriale più vicina
  • 2 anni di adesione al sistema CNA
  • 2 anni di noleggio a lungo termine di un’auto con KSRent
  • € 1.000 in voucher da spendere presso la rete Alpitour

Chi può partecipare?

Imprese costituite dopo il 01/01/2017 e che non superino i 50 dipendenti.

Quali criteri bisogna soddisfare per vincere?

  • Originalità;
  • Imprese che hanno avuto la capacità di introdurre un cambiamento nel loro settore di attività, nel territorio dove operano o nella comunità che vivono,
  • capacità di rispondere a bisogni/esigenze del mercato – mercato potenziale;
  • livello di competitività nel mercato;
  • evidenza del vantaggio strategico;
  • impatto sociale, culturale, ambientale generato.
  • Sostenibilità economica

Bando voucher turismo

Chi può partecipare?

Imprese iscritte alla camera di commercio operante nel settore turismo (non ci sono le agenzie di viaggio al momento tra gli ateco ammissibili)

Cosa è finanziabile?

Misura 1: Acquisto di DPI (mascherine, calzari ecc),acquisto di attrezzature idonee a contrastare la diffusione del virus e prodotti per la sanificazione, interventi per il distanziamento sociale (cartellonistica, frecce, eventuali strumenti per il contingentamento degli ingressi), interventi di pulizia e sanificazione degli ambienti

Misura2 Corsi di formazione per il personale e il titolare di azienda sui comportamenti da tenere per il rispetto delle regole anti Covid19 e cosa fare nel caso di un caso sospetto positivo. I corsi potranno essere anche in e learning

Quanto è finanziabile?

Per l’acquisto di DPI massimo 200 euro per il titolare e per ognuno dei dipendenti.

Per le restanti parti della misura 1 il contributo complessivo può essere di 3000 euro

Per la misura 2 l’importo massimo è di 450 euro per il titolare e per ogni dipendente

Nel caso l’azienda disponesse del rating di legalità verrà riconosciuta una premialità di euro 250,00 nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali de minimis

Il voucher copre il 90% delle spese ammissibili

Come partecipare?

Attraverso il servizio Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov

Il mistero dei verbali del Coc (centro operativo comunale)

Siamo in piena pandemia, ormai è trascorso più di un anno, eppure a Piano di Sorrento, continuano i misteri sui verbali del Coc. Per chi non lo sapesse, il Coc è il centro operativo comunale, dove vengono coordinate le azioni di protezione civile. Visto che è stato detto di no alle numerose richieste, fatte in modalità ufficiali ed ufficiose, da parte delle opposizioni, di creare una cabina di regia congiunta , mi sono detto: “vediamo almeno i verbali del Coc”. Dopo un tempo trascorso, di ben oltre 30 giorni, alla mia richiesta di accesso agli atti risponde il Sindaco, con un documento di sua firma, in cui parla di se stesso in terza persona che dice testualmente: ” Nella propria responsabilità, il Sindaco per quanto concerne le attività di consultazione con il coc a livello collegiale e/o individuale, non  ha ritenuto di alcuna utilità redigere rapporti o verbali diversi dagli atti amministrativi formalmente adottati in sede di Giunta comunale”. Pertanto i cittadini non hanno il diritto di sapere quante riunioni sono state svolte, con che cadenza e in che misura le decisioni adottate dalla Giunta, hanno fondamento scientifico. (ad esempio la riapertura o chiusura delle scuole).
Dopo aver sollevato la questione in commissione trasparenza, che grazie al Presidente Raffaele Esposito, è l’unica commissione consiliare che viene riunita, siamo arrivati a chiedere in maniera collegiale la pubblicazione dei verbali, in un apposito spazio del sito comunale, dato che l’atteggiamento adottato fin ora è tutto , tranne che trasparente. I documenti ufficiali, a differenza della bulimia dei post di Facebook, che dopo un anno sono stucchevoli, ci consentirebbe di capire se le decisioni adottate, sono state corrette oppure no e quale è la ratio delle stesse. Di sicuro l’uomo solo al comando, non è quello di cui la città ha bisogno. Ribadisco, in questa sede, la proposta di una commissione ad hoc per programmare la ripartenza, dove devono essere presenti, tutte le forze politiche del paese e soprattutto le categorie produttive, in modo da non trovarci nuovamente impreparati. 

Quello che gli altri non dicono

A Piano di Sorrento c’è un susseguirsi di incontri, appuntamenti, chiacchierate e perché no, sussurri e qualche avvisaglia di tradimento. In una specie di House of Cards all’acqua di rose il paese si avvicina alle elezioni, che probabilmente si terranno a giugno.

Sì, avete capito benissimo, tra tre mesi si vota.

Ma chi sono i candidati? E soprattutto cosa vogliono fare per il paese? Di tutto questo si continua a non parlare, avvolto da un silenzio e una foschia, rendendo Piano di Sorrento il paese dei paradossi.

Iniziamo dal primo paradosso: il Sindaco Vincenzo Iaccarino. Fa interviste, annunci sui social, insomma si sbatte. Eppure fin ora nessuno dell’attuale maggioranza ha dichiarato pubblicamente il sostegno alla sua ricandidatura. Nemmeno uno dei consiglieri comunali, senza offesa per nessuno, di seconda linea. Figurarsi i ‘grandi elettori’. Tutto tace. Io se fossi al suo posto, qualche domanda me la farei

Il secondo paradosso sono i competitor, che ci siano diverse riunioni e più di un gruppo che si sta vedendo nel paese è il segreto di pulcinella, lo sanno tutti. Allora perché non uscire allo scoperto? Di cattivo governo ne abbiamo veramente tanto, le cose da dire sarebbero tantissime e oltre la parte critica occorre che che ci si candida al governo della città ci dica che città vuole costruire. Niente.

Il terzo è ultimo paradosso sono i cittadini. Ma sul serio ci sta bene questa situazione? Non vale la pena pretendere un dibattito pubblico sulla visione della città che vogliamo?

Meno male che non mi candido, perché veramente è desolante tutto questo e non lo merita una città con tante potenzialità come Piano di Sorrento.

L’intervista ad Agorà

Ho provato a riassumere le motivazioni che mi portano a scegliere un tipo di impegno politico differente dalla partecipazione diretta alle elezioni. In una parola: non mi candido.

Inoltre provo a mettere giù qualche tema: scuola, prospettiva economica, vocazione di città. Tutte cose di cui vorrei sentir parlare i candidati Sindaci ma, che al momento sembrano essere impegnati in altro. Di certo la nostra città merita di meglio.