Due parole sul partito democratico

Premesso che, da tempo trovo incomprensibile l’alleanza organica col movimento cinque stelle senza che si siano sciolti alcuni nodi: riforma della giustizia, reddito di cittadinanza, grandi opere. Un conto è governare insieme in una città (dove il lavoro sui temi va fatto lo stesso), un altro è stare al governo nazionale in maniera organica pensandola in modo diverso su tutto.

Vengo al punto rispetto alla formazione del nuovo governo: hanno fatto benissimo le donne del partito democratico a pretendere un maggior rispetto, visto che nella squadra dei ministri non ne è stata indicata alcuna. C’è un secondo problema che nessuno ha indicato, che è il vero cancro del Partito democratico.

Chi sono Guerini, Franceschini e Orlando? I capi delle tre correnti che sostengono attualmente il segretario Zingaretti. Non vengono indicati per meriti e non sono io a dover giudicare se ne abbiano o meno. Quello che è sbagliato è il metodo, che continua a caratterizzare le scelte del partito democratico. Fai il ministro se hai una corrente forte, non se sei bravo a farlo.

Infine, ultimo punto: le scelte. Il movimento cinque stelle, con tutti i limiti della piattaforma Russeau, consulta i propri iscritti prima di formare un nuovo governo. Invece che prenderli in giro, dobbiamo ricordarci che l’istituto del referendum interno è previsto anche nello Statuto del Partito democratico.

Se nessuno interpella gli iscritti, è normale che ogni anno diminuiscano.

Il grande bluff della scuola a Via C. Amalfi

Insieme a Salvatore Mare proviamo a fare chiarezza sul finanziamento ottenuto dalla città metropolitana e sulla sua reale efficacia. Purtroppo nulla è come appare, per chi ha voglia di approfondire, questo il testo del comunicato stampa in cui spieghiamo come vanno realmente le cose:
“Il Comune di Piano di Sorrento ha ottenuto un finanziamento dalla Città Metropolitana di Napoli, e questa sembra un’ottima notizia. Il problema è il solito diavolo che si annida nei dettagli.

Nella relazione istruttoria presentata dal Comune di Piano di Sorrento, il primo lotto funzionale necessita di € 3.975.000,00 al fine di realizzare una palestra e un auditorium a servizio del polo scolastico che dovrà sorgere a via Carlo Amalfi, al posto della scuola inagibile che nel frattempo sarà demolita. Il lotto è stato a sua volta scomposto e la parte relativa all’auditorium costa circa un milione e novecentomila euro. Di questa cifra, il Comune dispone di € 800.000,00, il finanziamento della Città Metropolitana è di € 500.000,00; a questo punto, piuttosto che felicitarsi, il Sindaco e l’Assessore dovrebbero spiegarci, se la matematica non è un’opinione, dove trovano i soldi che mancano per la realizzazione del progetto.

Nella delibera di giunta si parla di risorse proprie o indebitamento. Evidentemente ancora non siamo contenti dei 13 milioni di debito che l’ente ha accumulato, il rischio è di farne altro.

Però i problemi non finiscono qui giacché il lotto funzionale riguarda un auditorium e una palestra, i quali devono essere di pertinenza della scuola che non esiste e mai si farà; infatti in caso di realizzazione bisognerebbe trovare altri nove milioni di euro, e questi certamente non sono nel bilancio comunale e non sarà possibile reperirli con ulteriore indebitamento.

Il rischio è quello di finanziare un gigantesco spot elettorale consistente nella realizzazione di un’opera inutile alla città, infatti abbiamo altre numerose strutture che l’amministrazione pubblica non è in grado di gestire: il centro Polifunzionale, il campetto di Pozzopiano, la villetta comunale di Legittimo solo per citare qualche esempio. Strutture chiuse inutilizzabili ne abbiamo, non è che costruendone altre diventiamo più bravi.

A questo punto sorge il dubbio che alla Città Metropolitana ignorino di finanziare un auditurium a servizio di una scuola che non esiste.

Oltre a non comprendere il senso di siffatta operazione e non da bastian contrari, ci chiediamo se sia giusto spendere per il solo principio che ci siano fondi disponibili: meglio non fare, che fare male o, ancor peggio inutilmente”.

La Protesta dei mercatali fa prendere la decisione sbagliata

Ho condiviso questa riflessione con Salvatore Mare del Movimento Cinque stelle.

Come trasformare una buona idea in un disastro, questo il capolavoro fatto dall’amministrazione comunale di Piano con i mercatali del lunedì.
Prevedere di non riaprire il mercato, vista la curva del contagio in aumento, il contact tracing in affanno e la necessità di mettere in sicurezza la fascia di popolazione più anziana, appariva decisione ovvia e condivisibile.


L’amministrazione nel tornare indietro commette due errori:
In primis dà la netta sensazione che, dopo la prova muscolare dei mercatali con i camion sul corso, mostrando i muscoli e alzando la voce, alla fine si ottiene ciò che si vuole. La politica ne esce debolissima, così come i cittadini che fanno valere le loro ragioni civilmente.
Il secondo motivo è il messaggio contraddittorio che raggiunge l’opinione pubblica. Siamo quotidianamente invitati a ridurre gli spostamenti e le occasioni di socialità: di certo aprire il mercato del lunedì ed invitare i cittadini a non uscire non è coerente e contribuisce a confonderli.

L’amministrazione di Piano di Sorrento non attenda che il Governo nazionale o regionale arrivi a togliere le castagne dal fuoco. Agisca in maniera coerente e tempestiva e, soprattutto, non si ritiri così facilmente;

Intanto a Piano di Sorrento si fa finta di niente

In questo particolare momento storico ai nostri governanti si chiede equilibrio e capacità di dire la verità ai cittadini. Lo spettacolo a cui abbiamo assistito invece ci ha mostrato l’esatto contrario.

I social si sono concentrati in particolar modo, sull’uscita infelice del Sindaco di Meta e hanno trascurato quello che ha combinato il Sindaco di Piano di Sorrento.

Poche ore prima di una riunione con tutti i Sindaci della penisola sorrentina il nostro primo cittadino lancia su Facebook un post in cui annuncia l’eventuale chiusura delle scuole per un mese. Per chi non ha figli, provate a mettervi nei panni di quanti hanno dovuto attendere l’esito della riunione dei Sindaci per capire come organizzare le proprie famiglie e il proprio lavoro. Alla faccia dell’equilibrio di cui parlavamo poco fa. Tralascio il poco garbo istituzionale, che spero sia stato fatto notare.

Il problema è che questo giochetto di lanciare una notizia per ‘misurare’ le reazioni e poi eventualmente correggere il tiro è la peggiore politica che abbia mai visto.

Fortunatamente la proposta non è stata presa in considerazione dagli altri Sindaci e le scuole sono normalmente aperte. Piano di Sorrento, tanto per cambiare, viene confinata nell’irrilevanza politica.

Faccio infine presente che l’Assessore alla pubblica istruzione ha ribadito nel corso dell’ultimo consiglio comunale che le scuole a Piano sono sicure. Non si sente completamente delegittimata dal Sindaco che vuole chiuderle per un mese?

Penso che chi ha ancora a cuore questo paese deve sciogliere ogni indugio ed uscire allo scoperto, prima che sia troppo tardi.

Che disastro Signor Sindaco!

Con il consigliere Mare abbiamo fatto una precisazione alla richiesta pervenutaci da parte del Sindaco, sollecitando una risposta ufficiale alle nostre numerose richieste.

Comunicato Stampa – Piano di Sorrento 17.4.2020

Che disastro Signor Sindaco!

Dopo la nostra nota protocollata il 14 aprile e che faceva seguito a quella precedente del 29 marzo, siamo costretti ad apprendere, tramite il suo profilo personale facebook, che per avanzare eventuali proposte bisogna essere celeri, e inviare nota alla sua mail istituzionale.

Nei fatti lei impedisce un confronto tra i consiglieri comunali, di maggioranza, minoranza e opposizione, scavalcando tutti e annientando ogni regola democratica.

Se c’era urgenza, bastava rispondere con un atto formale convocando una riunione telematica quando l’abbiamo chiesta: più di due settimane fa.

Il dibattito non può essere sostituito da commenti e risposte a post pubblicati su facebook, i quali contribuiscono solo a generare il caos di notizie tipico dei social; consideriamo questa modalità falsamente partecipativa e dispersiva nei contenuti.

Infatti, anche nella emergenza, chi riveste un ruolo istituzionale, deve rispettare le regole basilari che reggono gli istituti democratici (ed in questo soccorrono le pec istituzionali e il protocollo online), altrimenti si corre il rischio di mortificarli e svilirli.

Le ricordiamo che siamo in attesa di risposte formali alle nostre istanze, proposte ed interrogazioni, tutte debitamente depositate. Al pari dell’istanza sottesa al presente comunicato.

Quando e se si deciderà di convocare un Consiglio comunale, una Conferenza dei Capigruppo, una qualsiasi riunione ufficiale, sarà in quella sede che discuteremo le nostre proposte e magari emenderemo le altre, come democraticamente sancisce il nostro Statuto comunale..

Perché ciò avvenga, non potremo prescindere dall’aver acquisito una sua relazione dettagliata, corredata dei documenti necessari, sullo svolgimento della fase 1 e sulle linee di azione che voi come maggioranza intendete portare avanti.

Solo così possiamo essere in grado di avere contezza della situazione e fornire il nostro apporto.

Le primarie del pd

Vi ricordo che qualora foste:

  • Lavoratori o studenti fuori sede
  • Fuori regione per qualche motivo
  • Giovani dai 16 anni in su, non ancora maggiorenni
  • Cittadini stranieri

Per votare alle primarie nel Comune in cui vi trovate in questo momento dovete iscrivervi a questo portale https://margot.partitodemocratico.it/prei/ entro il 23 febbraio