Spazi civici di Comunità: bando per associazioni sportive e società sportive dilettantistiche

Chi può partecipare?

I destinatari dell’Avviso sono ASD/SSD soggetti capofila di un partenariato con altri soggetti pubblici
o privati, quali organismi sportivi, Istituzioni locali (Comuni, università, scuole, ecc.) e associazioni o
organizzazioni della società civile.
Per poter proporre la propria candidatura, alla data di presentazione della domanda, a pena di
esclusione, le ASD/SSD devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) iscrizione al Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche CONI (o
Nuovo Registro Nazionale delle Attività sportive dilettantistiche – RAS), valida per l’anno in
corso;
b) disponibilità di un impianto sportivo o altra struttura munita degli spazi idonei alla
realizzazione delle attività sportive ed extra-sportive e sociali proposte, anche in convenzione
con privati o Enti locali, purché la stessa sia operante alla data di inizio attività del progetto;
c) presenza di istruttori dedicati al progetto in possesso di laurea in Scienze Motorie o diploma
ISEF, o tecnici di 1° livello e tecnici con specifica esperienza per le diverse fasce di età, in
numero adeguato a garantire lo svolgimento delle attività sportive;
d) attivazione di partnership secondo il format allegato (Allegato 1), che garantiscano
competenze e professionalità tali da perseguire le finalità extra-sportive e sociali del progetto.

Cosa è finanziabile?

– attività sportive diversificate per tipo di Beneficiari, individuati per fasce di età ed
eventualmente per tipologia di fragilità o disabilità.
L’attività sportiva dovrà essere effettuata
da istruttori sportivi qualificati (in possesso di laurea in Scienze Motorie o diploma ISEF, o
tecnici di 1° livello) e deve essere funzionale ad attrarre i giovani affinché possano essere
coinvolti nelle attività di cui al punto successivo; a tal fine, sarà valutata positivamente la
diversificazione delle attività sportive proposte;
– attività extra-sportive e sociali coerenti con le finalità specifiche dei progetti proposti. Al fine
di garantire la realizzazione di queste attività, le ASD/SSD dovranno attivare partnership con
Organismi Sportivi, Istituzioni locali, associazioni e organizzazioni pubbliche e private attive
sul territorio e dovranno garantire la presenza di figure professionali specifiche in grado di
operare a fianco di istruttori sportivi qualificati. Tali attività dovranno prevedere il
coinvolgimento di animatori socioeducativi giovanili (i così detti Youth Worker), che assumono
il compito determinante di affiancare i giovani nell’affrontare e superare eventuali criticità e
favorire apprendimenti preziosi in questo specifico momento storico, trasmettendo messaggi
positivi di tipo relazionale ed esperienziale

Quanto è finanziabile?

L’importo massimo erogabile per ciascun progetto approvato è pari ad € 100.000,00
(centomilaeuro/00), omnicomprensivo per un massimo di 24 mesi di attività.
Il budget preventivo di spesa dovrà essere compilato al momento della candidatura direttamente
tramite la piattaforma dedicata, secondo il format ivi previsto, che comprende le seguenti voci:
-costo per il canone di locazione dell’impianto in cui si svolgerà il programma di attività di cui
all’art. 4, per un contributo massimo di € 14.000,00 (quattordicimila/00), omnicomprensivo
per l’intera durata del progetto e in ogni caso non superiore al 50% del totale del costo
complessivo sostenuto dall’ASD/SSD per lo svolgimento delle proprie attività ordinarie;
– costo per utenze, fino ad un limite massimo di € 7.200,00 (settemiladuecento/00),
omnicomprensivo, per l’intera durata del progetto;
-costo per attrezzature sportive ed eventuale strumentazione per le attività extra-sportive,
nonché per dispositivi di sicurezza per le misure di contenimento del virus COVID-19;
– costi per altri materiali (es. per l’organizzazione incontri educativi/eventi, ecc.);
-costi di comunicazione e promozione del progetto;
-altri costi (esempio per l’espletamento delle attività extra-sportive, tesseramento, copertura
assicurativa, certificati medici); -costo del personale (tecnici sportivi, e altre figure professionali, quali psicologi, tutor,
consulenti, animatori socioeducativi giovanili, Youth Worker, ecc.)

Come presentare la domanda?

Attraverso la piattaforma https://spazicivici.sportesalute.eu/ entro il 30 settembre

Parco agrisolare: pannelli fotovoltaici e riduzione dell’impatto energetico degli edifici a vocazione agricola

Iniziano ad essere pubblicate le prime informazioni relative ai progetti di installazione di pannelli solari su edifici a vocazione agricola. Questo quanto sappiamo fin ora.

Chi può partecipare?

  • Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • Imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO (i codici ATECO
    ammissibili saranno precisati nel Bando);
  • Indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che
    svolgono attività di cui all’articolo 2135 del cc e le cooperative o loro
    consorzi di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 18 maggio
    2001, n. 228.
    Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi
    un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00

Cosa è finanziabile?

Installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp (tale intervento è obbligatorio). Ci sono poi degli interventi facoltativi quali: isolamento termico dei tetti, rimozione amianto, realizzazione di intercapedine d’aria nel tetto.

Quanto è finanziabile?

I progetti possono essere di 750.000 Euro, finanziati nelle regioni meridionali al 50% (fondo perduto). Il restante 50 sembra dover essere di capitale proprio dell’azienda. Non risulta esserci un minimo obbligatorio.

Come partecipare?

Le domande di accesso agli incentivi dovranno essere presentate attraverso il portale messo a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. accessibile dall’Area clienti.
Il caricamento delle proposte sarà possibile dalle ore 12:00 del 27 settembre fino alle ore 12:00 del 27 ottobre 2022.
Le agevolazioni verranno concesse mediante una procedura a sportello sino ad esaurimento delle risorse disponibili. Per maggiori info consultare il sito del Ministero delle politiche agricole al seguente link

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/18486

Posso avere un bonus per partecipare ad una fiera? Sì, col buono fiere

Chi può partecipare?

L’incentivo “Buono Fiere” è rivolto a tutte le imprese aventi sede operativa nel territorio nazionale che, nel periodo compreso tra il 16 luglio 2022 e il 31 dicembre 2022, partecipano alle manifestazioni fieristiche internazionali di settore organizzate in Italia, di cui al calendario fieristico approvato dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Il calendario delle fiere lo trovi al seguente link

Quanto è ottenibile?

L’incentivo massimo ottenibile è di 10.000 Euro per la partecipazione ad una o più fiere.

Cosa è finanziabile?

  • spese per l’allestimento degli spazi espositivi, comprese le spese relative a servizi di progettazione e di realizzazione dello spazio espositivo, nonché all’esecuzione di allacciamenti ai pubblici servizi;
  • spese per la pulizia dello spazio espositivo;
  • spese per il trasporto di campionari specifici utilizzati esclusivamente in occasione della partecipazione alle manifestazioni fieristiche, compresi gli oneri assicurativi e similari connessi, nonché le spese per i servizi di facchinaggio o di trasporto interno nell’ambito dello spazio fieristico;
  • spese per i servizi di stoccaggio dei materiali necessari e dei prodotti esposti;
  • spese per il noleggio di impianti audio-visivi e di attrezzature e strumentazioni varie;
  • spese per l’impiego di hostess, steward e interpreti a supporto del personale aziendale;
  • spese per i servizi di catering per la fornitura di buffet all’interno dello spazio espositivo;
  • spese per le attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione, connesse alla partecipazione alla fiera e quelle sostenute per la realizzazione di brochure di presentazione, di poster, cartelloni, flyer, cataloghi, listini, video o altri contenuti multimediali, connessi alla partecipazione alla manifestazione fieristica.
  • L’affitto degli spazi espositivi

Fondo rotativo imprese turistiche. Come funziona?

Attenzione: i progetti presentabili sono di importo minimo di 500.000 Euro e Massimo di 10 milioni. Quindi se non rientri in questo range, inutile continuare a leggere.

Chi può partecipare?

Imprese alberghiere, strutture che svolgono attività agrituristica, strutture ricettive all’aria aperta, nonché imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici ed i parchi tematici. Gli edifici oggetto dell’intervento devono essere nel patrimonio aziendale da almeno 3 anni per le pmi e da almeno 5 per le grandi imprese.

Cosa è finanziabile?

I progetti devono mirare alla riqualificazione energetica e/o antisismica degli edifici,

alla digitalizzazione e al rinnovo delle strutture. All’interno di questo ambito è possibile finanziare:

◆ Servizi di progettazione, nella misura massima del 2%;
◆ Suolo aziendale e sue sistemazioni, nella misura massima del 5% dell’importo complessivo ammissibile del Programma d’investimento
◆ Fabbricati, opere murarie e assimilate, nella misura massima del 50% dell’importo complessivo ammissibile del Programma d’investimento;
◆ Macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica;
◆ Spese per la digitalizzazione previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, esclusi i costi relativi alla intermediazione commerciale, nella misura massima del 5%.

Tutte le spese si intendono al netto dell’iva.

Quanto è finanziabile?

Come detto gli interventi devono avere una dimensione minima di 500.000 Euro. Il contributo diretto (a fondo perduto) agli investimenti è dato da queste percentuali a cui va aggiunta una premialità del 5% in caso di investimenti di carattere digitale.

a) 30 (trenta) per cento per le imprese di dimensione micro;
b) 23 (ventitré) per cento per le imprese di piccola dimensione;
c) 18 (diciotto) per cento per le imprese di media dimensione;
d) 10 (dieci) per cento per le imprese di grande dimensione

A questo contributo è possibile aggiungere un finanziamento del 50% dell’importo richiesto al tasso agevolato dello 0.50% annuo da restituire con rate semestrali in 15 anni. La restante quota parte dell’investimento deve essere coperto da risorse proprie o un finanziamento bancario a tasso di mercato.

Come partecipare?

Informarsi presso la propria banca se aderisce all’iniziativa. Il bando non è stato ancora pubblicato, ma per info si può seguire il sito istituzionale del Ministero del turismo

Voucher di 10.000 € per l’acquisto di servizi presso imprese creative. Cosa occorre per partecipare?

Le domande sono compilabili dal 6 settembre e da presentare a partire dal 22 settembre. I fondi sono ad esaurimento, quindi bisognerà essere rapidi.

Cosa occorre per partecipare?

  1. Essere titolari di p.iva
  2. Spid, pec e firma digitale
  3. Visura camerale (propria e del fornitore)
  4. Preventivo del fornitore. Nb: sarà vincolante nell’esecuzione del progetto
  5. Verificare che il codice ateco del fornitore rientri nell’elenco che trovate in fondo a questa pagina

Per quanto riguarda i preventivi, devono riguardare uno dei 4 ambiti previsti dalla norma:

i. azioni di sviluppo di marketing e sviluppo del brand;

ii. design e design industriale;

iii. incremento del valore identitario del company profile;

iv. innovazioni tecnologiche nelle aree della conservazione, fruizione e

commercializzazione di prodotti di particolare valore artigianale, artistico e creativo.

Se vi siete persi il posto sul ‘cosa è possibile fare’ basta cliccare qui

Voucher di 10.000 per l’acquisto di servizi presso imprese creative: spiegato facile

Tutte le imprese possono partecipare all’acquisto di servizi specialistici presso imprese creative. L’importo massimo richiedibile è di 10.000 Euro a copertura dell’80% delle spese sostenute.

Le domande sono compilabili dal 6 settembre e presentabili dal 22 settembre. Saranno valutate a sportello. 

I servizi acquistabili devono rientrare in queste quattro tipologie:

• azioni di sviluppo di marketing e sviluppo del brand;
• design e design industriale;
• incremento del valore identitario del company profile;
• innovazioni tecnologiche nelle aree della conservazione, fruizione e commercializzazione di prodotti di particolare valore artigianale, artistico e creativo.

Alcuni esempi delle cose che è possibile realizzare:

  • Siti internet (anche di e commerce)
  • Personalizzazione di packaging 
  • Personalizzazione di sartoria 
  • Creazione di loghi
  • Creazione di campagne marketing
  • Servizi di realtà aumentata
  • Scrittura di testi per siti internet o social

L’assalto ai beni comuni

La stagione delle privatizzazioni in Italia si è avuta negli anni 90, in cui il patrimonio di aziende pubbliche(spesso inefficienti) è stato venduto, talvolta svenduto ai privati. La Corte dei conti ha esaminato tutte le privatizzazioni fatte in quegli anni in un corposo documento (per chi fosse interessato lo trova al seguente link). Negli anni 90 è molto forte, anche a sinistra, un approccio ideologico fondato sull’efficienza e mitizzazione del mercato e dello Stato “minimo”. Quindi, in questo contesto le privatizzazioni avvenivano “alla luce del sole”; quello che sta accadendo adesso è diverso.

I pochi servizi pubblici rimasti in capo allo Stato (trasporti, sanità) vengono sistematicamente abbandonati a se stessi o peggio continuano a seguire una logica di lottizzazione politico partitica che porta alla totale inefficienza, se non al vero e proprio malaffare di cui sono piene le cronache. Invece che dismettere il bene comune al privato viene semplicemente lasciato deperire. In questo far west, se hai abbastanza denaro: sopperisci al trasporto pubblico con quello privato, oppure eviti le liste liste di attesa della sanità pagando la sanità privata, chi non può aspetta e mette a repentaglio la propria salute.

Questo assalto al concetto stesso di bene comune si consuma in una frase molto semplice che ognuno di noi pronuncia quasi quotidianamente: “Non funziona nulla” e addossiamo le colpe ad un non meglio identificato “Stato”.

L’assalto conclusivo si sta consumando in queste ore, al bene comune per eccellenza: la democrazia.

Un Parlamento ingessato ed inetto, unito a forze politiche che rincorrono sondaggi e social network, sta rafforzando nei cittadini l’idea che la democrazia non serva, che votare è inutile (i dati dell’affluenza sono pietosi). Quando tutto è inutile, il rischio che la democrazia stessa venga ‘privatizzata’ è molto forte. Se non vota nessuno, orientare il poco consenso “interessato” per i gruppi di potere è molto più semplice.

La differenza tra la democrazia e la sanità o i trasporti è tutta qui: “il (buon)funzionamento” dipende soltanto da noi, dalla quantità e qualità del nostro impegno nell’informarci, scegliere politici che siano almeno decenti e soprattutto partecipare. Sentire la pressione dei cittadini il più delle volte aumenta la qualità delle decisioni prese, quando invece si è convinti che: “tanto non frega a nessuno” diventa la classica occasione che fa l’uomo ladro.

Ogni bene comune è il presidio di questa tanto bistrattata democrazia, ricordiamocelo quando il parco comunale sotto casa nostra è chiusa o il presidio sanitario è a rischio, fare finta di niente è un altro passo verso una società dei privilegi, se siete tra i privilegiati, può andar bene così, ma se non lo siete, non fate finta di niente, prima che sia troppo tardi.

Quindi cosa fare? Alcune piccole buone prassi: 1) scegli un giornale nazionale e leggilo almeno una volta a settimana (il mio consiglio è internazionale o il post )2) Informati sui gruppi locali attivi nella tua città, a Piano abbiamo iniziato un’esperienza di formazione tramite il Piano civic lab 3)Ogni ente pubblico ha un ufficio urp per i rapporti col pubblico, se qualcosa non funziona scrivi una lettera 4) Se dopo aver scritto ancora non funziona, prova ad organizzare un gruppo di cittadini per riattivare quel bene/servizio. Sono piccolissime cose, che ci allenano all’uso della democrazia e forse rendono anche la nostra vita migliore.

Bandi per aziende agricole (psr) Regione Campania

Di seguito una scheda, molto riassuntiva, dei bandi pubblicati dall’Assessorato all’agricoltura della Regione Campania:

Misura 4 sottomisura 4.4 Tipologia 4.4.2 Creazione e/o ripristino e/o ampliamento di infrastrutture verdi e di elementi del paesaggio agrario

Importo massimo finanziabile: 250.000 Euro

Spese ammissibili per la realizzazione di: – fasce tampone;- siepi, filari, boschetti.

1)spese generali tra cui spese tecniche e imprevisti

2)investimenti materiali rientranti nelle seguenti tipologie:
• movimenti terra e operazioni di modellazione del terreno;
• dissodatura della superficie;
• preparazione del terreno (ripuntature, letamazione, fresatura);
• acquisto e messa a dimora di piante.

Misura 4: Investimenti in immobilizzazioni materiali art. 17 del Reg. UE 1305/2013
Sottomisura 4.1: Sostegno a investimenti nelle aziende agricole, paragrafo 1, lettera a).
Tipologia di intervento 4.1.1: Supporto per gli investimenti nelle aziende agricole.
Azione A: sostegno agli agricoltori per il miglioramento/realizzazione delle strutture produttive
aziendali finalizzate all’ammodernamento/completamento della dotazione tecnologica e al
risparmio energetico.

Quanto è finanziabile?

La spesa ammessa, prevista per la realizzazione del piano di sviluppo aziendale, dovrà risultare
pari ad almeno:
– Euro 15.000,00 per le aziende la cui superficie aziendale ricade
prevalentemente nelle macroaree C e D
– Euro 25.000,00 per quelle la cui superficie aziendale ricade prevalentemente
nelle macroaree A e B

La penisola sorrentina, ad eccezione di Meta che è in zona A, ricade in zona C.

L’importo massimo dipende dal business plan e deve essere coerente con il fatturato e il numero di dipendenti presenti in azienda. Il finanziamento corrisposto è del 50% sul totale richiesto.

Cosa è finanziabile?

1. costruzioni/ristrutturazioni di immobili produttivi (strutture di allevamento, opifici serre e depositi) con esclusione di quelli per uso abitativo;

  1. miglioramenti fondiari per:
    a. gli impianti fruttiferi;
    b. la realizzazione degli elementi strutturali per la gestione dei pascoli aziendali;
    c. la sistemazione dei terreni aziendali allo scopo di evitare i ristagni idrici e l’erosione del
    suolo (sono esclusi i drenaggi);
  2. realizzazione di strade poderali (totalmente comprese nei limiti dell’azienda) e spazi per la manovra dei mezzi agricoli;
  3. impianti anticracking, impianti antibrina, impianti di ombreggiamento per la tutela delle caratteristiche merceologiche ed organolettiche delle produzioni vegetali;
  4. acquisto di macchinari, attrezzature ed impianti per le attività di produzione, prima lavorazione,
    trasformazione, commercializzazione dei prodotti agricoli appartenenti all’allegato I del TFUE,
    compresi gli impianti di irrigazione esclusivamente a servizio di nuove serre e nuovi impianti
    arborei. Per gli impianti irrigui devono essere applicati i requisiti minimi di efficiente uso della
    risorsa idrica previsti all’articolo 46 del Reg. (UE) n. 1305/2013;
  5. impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili dimensionati esclusivamente in riferimento alle esigenze energetiche dei processi produttivi aziendali (massimo 1MW).
  6. realizzazione/ristrutturazione di locali destinati alla vendita diretta delle produzioni aziendali e relative attrezzature;
  1. spese generali direttamente collegate all’operazione finanziata e necessarie per la sua preparazione o esecuzione. La percentuale di contributo per le spese generali non è calcolata sul costo
    degli investimenti immateriali di cui alla voce di spesa che segue;
  2. investimenti immateriali: acquisizione di programmi informatici e di brevetti/licenze strettamente connessi agli investimenti di cui sopra;

Misura 4.2.2

La tipologia di intervento, nell’ambito dei processi di lavorazione, trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agricoli, incentiva investimenti diretti:
a) miglioramento di beni immobili;
b) acquisto di impianti, macchinari, attrezzature;
c) programmi informatici, brevetti e licenze.

Chi può partecipare?

il richiedente deve essere iscritto alla Camera di Commercio al settore della lavorazione e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e può essere: a) una impresa di nuova costituzione, cioè una impresa che alla data di presentazione della domanda sostegno è iscritta alla CCIAA da meno di un anno (<365 giorni); oppure b) una impresa costituita da più di un anno, che abbia un fatturato riferito all’anno contabile 2020, inferiore a € 700.000,00;

La spesa massima ammissibile è 250.000 Euro

Tutti i bandi sono disponibili sul sito http://www.agricoltura.regione.campania.it/psr_2014_2020/psr.html

Bando protezione e valorizzazione dell’architettura nel paesaggio rurale in Regione Campania

Chi può partecipare?

finanziamento persone fisiche e soggetti privati profit e non
profit, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, enti del terzo settore e altre
associazioni, fondazioni, cooperative, imprese in forma individuale o societaria, che siano
proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili appartenenti al patrimonio
culturale rurale

Cosa si intende per patrimonio culturale rurale?

Non sono ammissibili a finanziamento immobili situati nei centri abitati. Sono finanziabili: 1-edifici rurali (manufatti destinati ad abitazione rurale o destinati ad attività funzionali all’agricoltura)2-strutture e/o opere rurali (fienili, ricoveri, stalle, essicatoi, forni, pozzi, recinzioni e sistemi di contenimento dei terrazzamenti, sistemi idraulici, fontane, abbeveratoi, ponti, muretti a secco e simili); 3- elementi della cultura, religiosità, tradizione locale

Quali interventi sono ammissibili?

  • Risanamento conservativo e recupero funzionale di insediamenti agricoli, edifici, manufatti
    e fabbricati rurali storici ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale, coniugati,
    ove opportuno, ad interventi per ilmiglioramento sismicoe dell’efficienza energetica nonché
    volti all’abbattimento delle barriere architettoniche.
  • Interventi di manutenzione del paesaggio rurale.
  • Allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici
    (escluso ricettività), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio, anche
    connessi al profilo multifunzionale delle aziende agricole.
    Nel quadro delle tecniche adottate per gli interventi di restauro e adeguamento strutturale,
    funzionale e impiantistico, dovranno essere privilegiate le soluzioni eco compatibili e il ricorso
    all’uso di fonti energetiche alternative.

Quanto è finanziabile?

Il contributo è concesso da un minimo di 30.000 euro (euro trentamila/00), fino ad un massimo
di 150.000,00 euro (euro centocinquantamila/00) come forma di cofinanziamento per
un’aliquota del 80%. Il contributo è portato al 100% se il bene è oggetto di dichiarazione di
interesse culturale, fermo restando la soglia massima di 150.000,00 euro

Come e quando presentare la domanda?

Le domande, firmate digitalmente, vanno presentate dalle ore 11:00 del 5 luglio 2022 e non oltre le ore 16:59 del 30 settembre 2022, collegandosi al portale:
https://portale-paesaggirurali.cdp.it/

Dettaglio spese ammissibili

a. spese per l’esecuzione di lavori o per l’acquisto di beni/servizi, compreso l’acquisto e
installazione di impianti tecnici;
b. spese per l’acquisizione di autorizzazioni, pareri, nulla osta e altri atti di assenso da parte
delleamministrazioni competenti;
c. spese tecniche di progettazione(ivi comprese quelle per la stesura di un piano di gestione
ove previsto), direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudi, opere d’ingegno,
nel limite massimo del 10%;
d. allacciamenti, sondaggi e accertamenti tecnici;
e. spese per attrezzature, impianti e beni strumentali finalizzati anche all’adeguamento degli
standard di sicurezza, di fruibilità da parte dei soggetti disabili, piattaforme e ausili digitali
alla visita;
f. spese per l’allestimento degli spazi in cui si svolgono le iniziative, per materiali e forniture,
spese di promozione e informazione;