Voucher di 10.000 per l’acquisto di servizi presso imprese creative: spiegato facile

Tutte le imprese possono partecipare all’acquisto di servizi specialistici presso imprese creative. L’importo massimo richiedibile è di 10.000 Euro a copertura dell’80% delle spese sostenute.

Le domande sono compilabili dal 6 settembre e presentabili dal 22 settembre. Saranno valutate a sportello. 

I servizi acquistabili devono rientrare in queste quattro tipologie:

• azioni di sviluppo di marketing e sviluppo del brand;
• design e design industriale;
• incremento del valore identitario del company profile;
• innovazioni tecnologiche nelle aree della conservazione, fruizione e commercializzazione di prodotti di particolare valore artigianale, artistico e creativo.

Alcuni esempi delle cose che è possibile realizzare:

  • Siti internet (anche di e commerce)
  • Personalizzazione di packaging 
  • Personalizzazione di sartoria 
  • Creazione di loghi
  • Creazione di campagne marketing
  • Servizi di realtà aumentata
  • Scrittura di testi per siti internet o social

L’assalto ai beni comuni

La stagione delle privatizzazioni in Italia si è avuta negli anni 90, in cui il patrimonio di aziende pubbliche(spesso inefficienti) è stato venduto, talvolta svenduto ai privati. La Corte dei conti ha esaminato tutte le privatizzazioni fatte in quegli anni in un corposo documento (per chi fosse interessato lo trova al seguente link). Negli anni 90 è molto forte, anche a sinistra, un approccio ideologico fondato sull’efficienza e mitizzazione del mercato e dello Stato “minimo”. Quindi, in questo contesto le privatizzazioni avvenivano “alla luce del sole”; quello che sta accadendo adesso è diverso.

I pochi servizi pubblici rimasti in capo allo Stato (trasporti, sanità) vengono sistematicamente abbandonati a se stessi o peggio continuano a seguire una logica di lottizzazione politico partitica che porta alla totale inefficienza, se non al vero e proprio malaffare di cui sono piene le cronache. Invece che dismettere il bene comune al privato viene semplicemente lasciato deperire. In questo far west, se hai abbastanza denaro: sopperisci al trasporto pubblico con quello privato, oppure eviti le liste liste di attesa della sanità pagando la sanità privata, chi non può aspetta e mette a repentaglio la propria salute.

Questo assalto al concetto stesso di bene comune si consuma in una frase molto semplice che ognuno di noi pronuncia quasi quotidianamente: “Non funziona nulla” e addossiamo le colpe ad un non meglio identificato “Stato”.

L’assalto conclusivo si sta consumando in queste ore, al bene comune per eccellenza: la democrazia.

Un Parlamento ingessato ed inetto, unito a forze politiche che rincorrono sondaggi e social network, sta rafforzando nei cittadini l’idea che la democrazia non serva, che votare è inutile (i dati dell’affluenza sono pietosi). Quando tutto è inutile, il rischio che la democrazia stessa venga ‘privatizzata’ è molto forte. Se non vota nessuno, orientare il poco consenso “interessato” per i gruppi di potere è molto più semplice.

La differenza tra la democrazia e la sanità o i trasporti è tutta qui: “il (buon)funzionamento” dipende soltanto da noi, dalla quantità e qualità del nostro impegno nell’informarci, scegliere politici che siano almeno decenti e soprattutto partecipare. Sentire la pressione dei cittadini il più delle volte aumenta la qualità delle decisioni prese, quando invece si è convinti che: “tanto non frega a nessuno” diventa la classica occasione che fa l’uomo ladro.

Ogni bene comune è il presidio di questa tanto bistrattata democrazia, ricordiamocelo quando il parco comunale sotto casa nostra è chiusa o il presidio sanitario è a rischio, fare finta di niente è un altro passo verso una società dei privilegi, se siete tra i privilegiati, può andar bene così, ma se non lo siete, non fate finta di niente, prima che sia troppo tardi.

Quindi cosa fare? Alcune piccole buone prassi: 1) scegli un giornale nazionale e leggilo almeno una volta a settimana (il mio consiglio è internazionale o il post )2) Informati sui gruppi locali attivi nella tua città, a Piano abbiamo iniziato un’esperienza di formazione tramite il Piano civic lab 3)Ogni ente pubblico ha un ufficio urp per i rapporti col pubblico, se qualcosa non funziona scrivi una lettera 4) Se dopo aver scritto ancora non funziona, prova ad organizzare un gruppo di cittadini per riattivare quel bene/servizio. Sono piccolissime cose, che ci allenano all’uso della democrazia e forse rendono anche la nostra vita migliore.

Bonus digitale per imprese manifatturiere

Chi può partecipare?

Micro imprese manifatturiere (anche in forma di rete o consorzio) I codici ateco corrispondenti sono tra i codici 10 e 33

Cosa finanzia?

Le prestazioni puntano a sostenere i processi di internazionalizzazione attraverso:

  • realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app mobile
  • realizzazione di sistemi di e-commerce che prevedono l’automatizzazione delle operazioni di trasferimento, aggiornamento e gestione degli articoli da e verso il web
  • realizzazione di servizi accessori all’e-commerce
  • realizzazione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale
  • digital marketing finalizzato a sviluppare attività di internazionalizzazione
  • servizi di CMS (Content Management System)
  • iscrizione e/o abbonamento a piattaforme SaaS (Software as a Service) per la gestione della visibilità e spese di content marketing
  • servizi di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano
  • upgrade delle dotazioni di hardware necessarie alla realizzazione dei servizi sopra elencati

Quanto viene finanziato?

Il contributo è concesso in regime de minimis per i seguenti importi:

  • 4.000 euro alle microimprese a fronte di spese ammissibili non inferiori, al netto dell’IVA, a 5.000 euro
  • 22.500 euro alle reti e consorzi a fronte di spese ammissibili non inferiori, al netto dell’IVA, a 25.000 euro

NB: i servizi digitali possono essere forniti soltanto dalle società iscritte all’elenco ufficiale. Elenco al seguente link

Come partecipare?

La domanda è già presentabile attraverso la piattaforma pa digitale predisposta da invitalia

Bando per spazi aggregativi di prossimità per ragazzi

Chi può partecipare?

Enti del terzo settore, in partenariato con scuole, istituzioni, imprese, università ed altri enti del terzo settore.

Cosa viene finanziato?

Saranno sostenute iniziative che prevedano la realizzazione di un nuovo spazio aggregativo o il potenziamento di uno spazio aggregativo già esistente, intesi come luoghi di “prossimità” in cui i giovani, in particolare quelli appartenenti alle fasce sociali più vulnerabili, possano trovare risposta ai propri bisogni e occasioni di crescita educativa e formativa e di produzione culturale e creativa. I fruitori dello spazio devono essere di età compresa tra i 10 e i 17 anni

Quanto viene finanziato?

Il contributo può essere compreso tra 250 mila e 1 milione di euro con una quota di cofinanziamento del 10%. Sono ammissibili anche spese di ristrutturazione, nella misura massima del 30% del totale del programma di spesa

Come partecipare

Per maggiori informazioni consultare il sito della fondazione

L’agenzia italiana ICE organizza appuntamenti gratuiti con esperti in internazionalizzazione

All’interno delle attività previste per l’anno 2022 l’agenzia italiana ICE organizza degli incontri su prenotazione per le imprese interessate a percorsi di internazionalizzazione. Gli incontri sono possibili da remoto e completamente gratuiti ed erogati tramite un consulente in modalità uno ad uno. Quindi avrete un consulente a vostra disposizione per chiarimenti e domande.

Credo sia un’occasione da non perdere

https://www.ice.it/it/export-flying-desk al seguente link trovate maggiori info

Squid game e le dinamiche elettorali

Attenzione piccolo spoiler

Nel giorno in cui il centro sinistra trionfa, l’astensione si mangia la vittoria e ci restituisce uno spaccato di una democrazia azzoppata. I cittadini banalmente, non ci credono più.

Se avete visto la serie Squid game, conoscerete la famosa regola numero 3: “il gioco può essere interrotto quando la maggioranza lo desidera”, che ci restituisce con prepotente semplicità il motivo per cui la democrazia è malata. Quanto sono liberi di scegliere i partecipanti al gioco, spesso pluri indebitati, spesso senza lavoro e con problemi con la giustizia? Quanto liberamente si forma il consenso se non sai a quali giochi mortali dovrai competere? Potrei continuare, ma adesso torniamo nella realtà, in Italia.

Quanto siamo liberi di scegliere se il lavoro che facciamo è ultra precario? Se i contratti di 4 o 6 ore magicamente si trasformano e le ore di lavoro effettivo diventano molte di più? Quanto liberamente si forma il consenso, se non siamo consapevoli di come si vota e cosa esattamente fa un Sindaco o un consiglio comunale? Peggio ancora in comuni piccoli come il nostro, quante volte avete sentito la frase: “devo votare Tizio” , come se non fosse una libera scelta, ma qualcosa di ineluttabile. Infine, se vivi il dramma di essere povero, pur lavorando molte ore, è normale che non ci credi più. Porsi queste domande è un inizio(o forse è solo un trip che mi sto facendo dopo aver finito di vedere la serie), fare finta di niente continuerà a far aumentare gli “esclusi”, che se diventano la maggioranza, il gioco verrà interrotto. Stiamo attenti che questo gioco potrebbe essere la democrazia.

Fondo Impresa donna

Chi può partecipare?

  • le lavoratrici autonome;
  • le imprese individuali (la partita iva deve essere di una donna);
  • le società di capitali con capitale e consiglio di amministrazione detenuto e composto rispettivamente per almeno 2/3 da donne;
  • le cooperative e le società di persone di cui almeno il 60% dei soci sia di sesso femminile.

Cosa è finanziabile?

  • contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili (imprese individuali, attività libero-professionali e attività avviate da donne disoccupate di qualsiasi età);
  • finanziamenti a tasso zero o comunque agevolati (è ammessa anche la combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti per avviare e sostenere le attività d’impresa femminili);
  • incentivi per rafforzare le imprese femminili, costituite da almeno 36 mesi, sotto la forma di contributo a fondo perduto del fabbisogno di circolante nella misura massima dell’80% della media del circolante degli ultimi 3 esercizi;
  • percorsi di assistenza tecnico-gestionaleper attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa, anche attraverso un sistema di voucher per accedervi;
  • investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start-up innovative e le PMI innovative, nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali.

Come partecipare?

La procedura sarà gestita da Invitalia con modalità e termini ancora da pubblicare

Bando Isi Inail

Chi può partecipare?

L’iniziativa è rivolta a tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura e gli Enti del terzo settore, ad esclusione delle micro e piccole imprese agricole operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli

Cosa è finanziabile?

  • Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale – Asse di finanziamento 1 (sub Assi 1.1 e 1.2)
  • Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC) – Asse di finanziamento 2
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto – Asse di finanziamento 3
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività – Asse di finanziamento 4

Quanto è finanziabile?

Il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di Euro 5.000,00 ed un massimo di Euro 130.000,00. Il contributo è del 65%

Come partecipare?

Le modalità sono on line attraverso il sito Inail

Che cos’è il PUC?

Per capire cos’è dobbiamo partire dal concetto di pianificazione urbanistica:in pratica è quello che ci consente di disegnare la città. Si parte dallo stato attuale immaginando lo sviluppo e le esigenze del futuro.

E’ comunque soggetto alla legge regionale che fa da cornice stabilendo indici di costruzione (quante case possiamo realizzare, ad esempio o quante strutture sportive). Quindi mi raccomando, non precipitatevi dal politico di turno a chiedere di poter costruire nel vostro giardino.

Il piano urbanistico comunale, che è il significato di PUC quindi va a sostuire il vecchio Piano regolatore ed è il livello comunale di pianificazione urbanistica.

Fin qui, sembra piuttosto inutile, invece non è così. E’ uno strumento sicuramente limitato dal livello regionale, ma dall’analisi dei dati e dalle cartografie, possiamo vedere come si è sviluppata la città negli ultimi vent’anni rispetto a parametri quali: il numero e le tipoogie delle imprese, il trend demografico così da consentire ai nuovi amministratori della città di fare analisi su come servire al meglio una popolazione che ahime, invecchia anno dopo anno. E perché no, magari tentare di invertire questa tendenza.

L’anagrafe edilizia, fornisce un quadro preciso di quanti m2 di strutture abbiamo e di che tipologia, stabilendo all’interno della cornice regionale i nuovi fabbisogni della città.

All’interno di questoi quadro rinnovato è possibile programmare dove potrebbero essere realizzate strutture di interesse pubblico. Ad esempio un’area per gli artigiani della città oppure delle strutture sportive.