Il credito di imposta mezzogiorno è stata una misura importante che consente alle imprese, di recuperare in credito di imposta  una quota parte dei propri investimenti effettuati nelle regioni del sud Italia. La misura è in vigore fino al 31 dicembre 2023 e sarà sostituita l’anno prossimo dalla Zes sud, non sembra ci saranno proroghe questa volta.

Se stai programmando un investimento nel 2024, per poter usufruire del credito devi completare l’ordine quest’anno e pagare un acconto di almeno il 20% in questo caso l’investimento risulta elegibile per l’ottenimento del credito.  NB: l’investimento deve avere i requisiti spiegati nel seguito di questo post.

ll credito di imposta, cos’è? Credito di imposta, vuol dire che il finanziamento non viene erogato a fondo perduto, cioè non avrai materialmente il denaro, ma un credito nei confronti delle imposte (vale anche per i contributi per se stessi o i dipendenti) da cui scalare. Quindi invece che pagare ‘le tasse’ scaleremo dal credito di imposta ottenuto.

Mezzogiorno, vuol dire che le sedi aziendali dove acquistiamo i beni agevolabili devono trovarsi effettivamente in regioni del Sud Italia

Cosa è finanziabile?

I beni devono essere nuovi e ‘strumentali’. Per strumentali intendiamo che devono essere impiegati come strumenti di produzione all’interno dell’azienda. Insomma per capirci, un’ azienda alberghiera  non potrà agevolare una macchina per cucire o un macchinario agricolo.  Attenzione: non sono agevolabili gli immobili o gli arredi. I beni devono essere atti alla produzione di reddito, quindi sono escluse anche le materie prime o oggetti destinati alla vendita.

I beni devono rientrare in un progetto di “investimento iniziale” riguardante la creazione di un nuovo stabilimento, l’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, la diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente, il cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. ((Reg. UE651/2014)

Cosa significa?

Se stiamo aprendo una nuova sede locale o una nuova impresa i beni acquistati rientrano nell’agevolazione.

Se siamo un’impresa esistente che fa l’investimento in una sede già operativa, gli acquisti devono servire ad ottenere nuovi prodotti o il cambiamento del processo produttivo. Esempio: una casa vacanza che non offre l’aria condizionata, potrà agevolare i condizionatori. Un ristorante che non fa pizzeria potrà acquistare un forno. In ambito industriale è decisamente più semplice, perché per esempio, un’azienda di conserve potrà aggiungere macchinari per aumentare la produzione o diversificarla.

Quando devo effettuare gli investimenti?

A differenza di altri contributi e finanziamenti questa misura è entrata in vigore nel 2017 ed ha carattere retroattivo, cioè è possibile ottenere l’agevolazione anche per beni acquistati, ad esempio nel 2020, presentando adesso la domanda.

Cosa vuol dire? Se hai aperto una nuova azienda tra il 2017 ad oggi, o un nuovo stabilimento produttivo puoi verificare se gli acquisti fatti possono rientrare nell’agevolazione

Devo pagare gli investimenti effettuati o posso presentare la domanda con fatture non quietanzate?

Se non hai la liquidità per effettuare gli investimenti purtroppo non puoi accedere al credito, perché le fatture devono essere quietanzate e i beni effettivamente consegnati.

A cosa devo stare attento?

E’ opportuno sapere che la procedura di validazione è automatica, nel senso che il sistema va a valutare solo la compilazione corretta del file, non valuterà per esempio, se i beni sono stati pagati tramite metodo tracciabile, quindi è opportuno verificare prima la documentazione  con precisione e poi presentare la domanda, per non avere problemi in caso di controlli.

NB: il presente post è una semplificazione, per tutte le informazioni è opportuno leggere notizie ufficiali dal sito di agenzia delle entrate che trovate al seguente link