Due parole sul partito democratico

Premesso che, da tempo trovo incomprensibile l’alleanza organica col movimento cinque stelle senza che si siano sciolti alcuni nodi: riforma della giustizia, reddito di cittadinanza, grandi opere. Un conto è governare insieme in una città (dove il lavoro sui temi va fatto lo stesso), un altro è stare al governo nazionale in maniera organica pensandola in modo diverso su tutto.

Vengo al punto rispetto alla formazione del nuovo governo: hanno fatto benissimo le donne del partito democratico a pretendere un maggior rispetto, visto che nella squadra dei ministri non ne è stata indicata alcuna. C’è un secondo problema che nessuno ha indicato, che è il vero cancro del Partito democratico.

Chi sono Guerini, Franceschini e Orlando? I capi delle tre correnti che sostengono attualmente il segretario Zingaretti. Non vengono indicati per meriti e non sono io a dover giudicare se ne abbiano o meno. Quello che è sbagliato è il metodo, che continua a caratterizzare le scelte del partito democratico. Fai il ministro se hai una corrente forte, non se sei bravo a farlo.

Infine, ultimo punto: le scelte. Il movimento cinque stelle, con tutti i limiti della piattaforma Russeau, consulta i propri iscritti prima di formare un nuovo governo. Invece che prenderli in giro, dobbiamo ricordarci che l’istituto del referendum interno è previsto anche nello Statuto del Partito democratico.

Se nessuno interpella gli iscritti, è normale che ogni anno diminuiscano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *