Il referendum costituzionale

Il referendum costituzionale che stiamo andando è un referendum costituzionale confermativo. Significa che dobbiamo confermare una legge fatta dal Parlamento che modifica la Costituzione. E’ importantissimo tenere presente che in questa tipologia di referendum non c’è la necessità del quorum, quindi indipendentemente dal numero di votanti passerà la volontà di chi tra “si” e “no” prenderà il maggior numero di voti. 


Esattamente cosa stiamo votando? Il Parlamento ha deliberato un taglio del numero dei parlamentari. Non stiamo votando niente altro. Votando sì, si confermerà questa scelta. Votando no, il numero resterà quello attuale. 
Io chiaramente voterò no. Il motivo ve lo spiego rispondendo ad alcune semplici domande
La diminuzione del numero garantisce una maggiore qualità della rappresentanza parlamentare? Purtroppo no, anzi, il minor numero se ci pensate consentirà l’elezione di parlamentari solo nelle liste più grandi ed avranno un livello di fedeltà al capo molto alto. 
La diminuzione del numero dei parlamentari garantisce decisioni più veloci? Putroppo no. La lentezza del processo legislativo italiano è dato dal bicameralismo perfetto. In pratica Camera e Senato fanno la stessa cosa, con questa riforma continuano a farlo. Non cambia assolutamente nulla. 
Si, ma almeno così si risparmia. Certo, circa un caffè ad italiano. Una cifra ridicola. Il grosso del costo di funzionamento delle camere è dato dal personale in forza, che non viene toccato. Inoltre considerare la democrazia un costo è un messaggio a mio avviso molto pericoloso per le nostre libertà. Guai se passasse il messaggio che è tutto un costo e che quindi sarebbe meglio una sola persona a ‘comandare’ .
Votando no non cambierà nulla.Il problema è che dell’assetto istituzionale italiano non cambia nulla nemmeno votando si. Il rischio che corriamo è che il Parlamento si adagi su una non riforma, quando invece sarebbe opportuno abolire o trasformare i compiti di una delle due Camere, velocizzando il processo legislativo e mettendosi al pari degli altri stati europei.
Mi raccomando, qualsiasi sia la tua scelta, interessati alla democrazia e vai a votare il 20 e 21 settembre. Se voti no, è meglio. 

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