Cosa vuol dire fare la sinistra?

In questo momento dopo la debacle (ampiamente annunciata) dell’Umbria, si sprecano parole sul futuro del governo. Vorrei sprecarne qualcuna sul futuro della sinistra in Italia.

Viviamo un momento storico in cui l’emigrazione della parte maggiormente scolarizzata ed istruita assume numeri spaventosi, il sole 24 ore parla di 250.000 giovani italiani che sono andati all’estero.

Abbiamo smesso di parlare a quei giovani, così come abbiamo smesso di parlare a chi resta e fa 12 ore di lavoro al giorno, avendone 4 assicurate. Il problema è che spesso la paga è di 4 ore. Così come non parliamo ai superprecari delle partite iva.

Manca completamente una riflessione sul mondo del lavoro che verrà, con l’avvento delle nuove tecnologie il rischio della scomparsa graduale dei mestieri di bassa specializzazione va in qualche modo affrontato.

Infine il tema dei diritti, negli anni li abbiamo confusi con i diritti civili, che sono una cosa sacrosanta, ma non sufficiente. Il diritto all’istruzione con decine di migliaia di idonei non assegnatari di alloggi e borse di studio ci lascia agli ultimi posti in Europa per numero di laureati e crea uno squilibro tra chi ha la possibilità familiare di permettersi un’istruzione superiore e chi no.

La sinistra che vorrei e che penso possa vincere, affronta questi temi, parla alle persone e dice chiaramente che non sono sole ad affrontare queste sfide. Ci riusciremo mai? Io lo spero, l’alternativa è l’odio e l’ignoranza della peggiore destra che abbia mai visto.

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