Ma è davvero tutta colpa di Vincenzo Iaccarino?

Si affaccia con prepotenza nel paese un mantra, chissà che non lo faccia anche qualche consigliere di maggioranza: “è colpa del Sindaco”. Formula che serve a giustificare ogni manchevolezza, disservizio o inefficienza della pubblica amministrazione.

E’ vero, viviamo una stagione fatta di veleni, piccole vendette ed oggettivamente a Piano di Sorrento funziona ben poco. Non viene programmato niente, si viene travolti dal quotidiano e quando va bene si mette la classica “pezza”.

Ma pensate sul serio che cambiando il Sindaco, magicamente compaia una scuola nuova, spariscano le buche a terra, scompaiano le piccole clientele e i gruppi di interessi e magari si programma pure il futuro della città? Vorrei tanto fosse così semplice.

In fondo, se ci pensate bene, i precedenti cinque anni, sono stati caratterizzati dallo stesso identico immobilismo, con l’unica differenza che Giovanni Ruggiero era più cordiale e disponibile con i cittadini, ne fa un buon amico, ma non necessariamente un buon Sindaco.

La soluzione sta nel cambiare i metodi prima ancora delle persone, le idee chiare sul paese che vogliamo costruire e il ‘come’, rendono la politica particolarmente autorevole nei confronti della macchina amministrativa, che è, nonostante il capitale umano di qualità, il vero problema del Comune da diversi anni (decenni!?) a questa parte.

Al cittadino chiedo di essere meno egoista, di dedicare del tempo alla vita pubblica, a leggere e capire come vengono utilizzati i suoi soldi e che in fin dei conti quelli che consideriamo favori, in realtà per la maggior parte dei casi sono dei diritti.

Agli imprenditori e alle forze economiche, che ancora abbiamo nel paese, chiedo di uscire dal proprio esilio dorato: la tranquillità, il benessere ed il puro e semplice non volere fastidi, stanno diventando merce molto rara nel nostro piccolo e provinciale comune. I grandi temi dell’impoverimento, della perdita delle generazioni più giovani che vanno via, gli anziani soli che aumentano e in generale la perdita di autorevolezza della penisola sorrentina sono nodi che arriveranno al pettine, pensate ad esempio al progressivo depotenziamento dell’ospedale di Sorrento. Riguarda tutti, indipendentemente dalla posizione sociale. Chi ha un livello di istruzione elevato o una posizione economica privilegiata ha il dovere di occuparsene. Non per il censo, ma per il semplice fatto che la posizione che occupa gli conferisce il tempo necessario per approfondire le cose e l’autorevolezza di spiegarlo ad altri. Ne va del tanto decantato senso di comunità del nostro paese.

Insomma, è il momento di smetterla di autoassolverci con il classico: “è colpa del Sindaco” e di iniziare a guardarsi allo specchio e chiedersi: faccio abbastanza per il nostro paese?

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