Il palazzo che traballa

Avete mai giocato a Jenga? Se no, si spiega in poche parole: abbiamo una torre di mattoncini, a turno i giocatori devono sfilarne uno senza far crollare il resto della torre. Cosa centra vi state chiedendo con la politica di Piano di Sorrento? Continuate la lettura e lo scoprirete.

Si è iniziato con l’ufficio tecnico, di cui si è perso un pezzo importante: Graziano Maresca. Inutile discutere sulle motivazioni, è una risorsa umana, di indubbia competenza, in meno. A Graziano si è aggiunto l’ingegner Elefante, tra i due non sempre è corso buon sangue, ma ha affermato tra attestati di stima l’inizio di tempi bui per il Comune. Dopo aver tolto un pezzo, ecco la prima scossa alla torre.

Arriviamo alle fibrillazioni in maggioranza, ormai è quasi un anno che ho abbandonato quel tavolo, ma non voglio considerarmi un pezzo tanto importante. Arriva piuttosto, come riportato da diversi giornali, il desiderio di sostituire un ectoplasmatico Sergio Ponticorvo con Marco d’Esposito. Eppure, nel togliere un pezzo e rimetterlo al suo posto, una torre può cadere, o puoi perdere qualche altro pezzetto. Cosa succederebbe? Intanto si registrerebbe il forte malumore della capogruppo Alberino, che forte della sua esperienza non ha mai fatto mistero di ambire alla carica assessoriale. Inoltre un assessore che è già ‘molto presente’ come Pontecorvo potrebbe tranquillamente tirare i remi in barca definitivamente.

Infine, con Costantino Russo, Rossella Russo e Marco d’Esposito, si ricostituirebbe in giunta un gruppo che con l’attuale Sindaco e Vice hanno poco da spartire. Insomma sono pezzi che costruiscono una torre diversa. Sulla sommità non so se ci andrebbe l’ex Sindaco, ormai sulla bocca di tutti, oppure qualcun altro. Ma di sicuro non Vincenzo Iaccarino.

In più ci sono i tanti cittadini scontenti, che al momento opportuno potrebbero manifestare il loro malumore. Che della torre sono la base.

Occhio che a togliere e mettere pezzi, la torre ti casca in mano. Gli altri vincono ed uno soltanto perde.

 

 

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