Ordine del giorno sull’antifascismo: epilogo

Sembra che finalmente questa storia sia giunta al termine. Iniziamo dalla fine: dopo aver scritto la lettera al prefetto, l’ho comunicata al Presidente del consiglio e al segretario generale. Due giorni fa mi è stato comunicato dal Presidente, tramite pec, che l’argomento sarà discusso nel prossimo consiglio comunale.

Nella nota il Presidente rimarca alcune cose che a mio avviso sono sbagliate:

  • Non è necessario un quinto dei consiglieri per proporre ordini del giorno, tale numero è necessario per chiedere la convocazione di un consiglio comunale, nel caso non si raggiunga il numero l’argomento viene discusso nel primo consiglio utile, senza il termine dei 15 giorni.
  • Insiste sulla necessità di parere di tutti i funzionari, aggiungendo che la discussione avverrà perché è arrivato anche il parere del funzionario del 2^ Settore, Luigi Maresca, insieme a quelli già giunti delle aree economica e giuridica. Lo ripeto, sulle delibere in votazione c’è sempre un solo parere. Nel mio caso occorrono tutti. Sarà una nuova legge ad personam?
  • Infine, il parere del funzionario Maresca, sostanzialmente rimarca quanto già ho scritto, che trattandosi di atto di indirizzo non occorre parere di regolarità tecnica.

Insomma, alla fine è sempre troppo difficile ammettere di aver torto?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *